A Castelplanio, in contrada Piagge Novali, sorgono i
vigneti da cui nasce una delle tante chicche enologiche
della nostra regione: il Tor di Ruta passito dell’azienda
Terre Cortesi Moncaro. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi
trova infatti il suo habitat naturale in questo areale, dove
terreni argillosi ricchi di calcare, una buona esposizio‑
ne e discrete escursioni termiche permettono a questo
vitigno di esprimersi con ottimi risultati: è il caso
di questo grande passito, ottenuto da uve surma‑
ture ricoperte di muffa nobile, raccolte fino a
metà novembre con un’accurata selezione
manuale dei grappoli e lasciate appassire sui
graticci per 3 mesi.
Da sempre attenta all’impatto ambientale,
con buona parte della produzione già conver‑
tita in biologico e con la continua ricerca di
nuove tecnologie, questa Cooperativa di pro‑
duttori riesce a coniugare quantità e qualità, e
il Tor di Ruta ne è l’esempio: puntuali sono in‑
fatti i riconoscimenti ottenuti dalla varie gui‑
de di settore, su tutti la medaglia d’oro ottenu‑
ta nel 2015 al prestigioso International Wine
Challenge di Londra, dove l’annata 2008 ha
sbaragliato la concorrenza, dimostrando un
perfetto connubio tra struttura, freschezza,
eleganza, tipicità ed armonia:
chapeau!
Un passito di verdicchio in purezza che richiede tempo
e pazienza: prodotto con basse rese, fermenta in legno
per un mese, affina per un anno in barrique e per altri
12 mesi in bottiglia; appena versato nel calice regala agli
occhi un vivacissimo color oro, con lievi sfumature am‑
brate, affascinante.
Ci troviamo di fronte ad un nettare d’uva, in grado di
sprigionare delicati profumi di agrumi canditi, mango,
spezie dolci, fino a virare – nelle versioni più evolute –
su sentori di fichi, albicocca disidratata, zafferano, fiori
appassiti, fieno. Brioso e fresco alla beva, assolutamente
non stucchevole, alcol e acidità sono in perfetta sinergia;
un sorso che non stanca, morbido e vellutato.
Ampio il ventaglio dei possibili abbinamenti: perfetto
per un fine pasto o per un semplice calice da meditazio‑
ne, preciso e pulito con la biscotteria secca, grandioso se
sposato ai formaggi erborinati, dal gorgonzola, allo stil‑
ton o al roquefort; meno consueto ma altrettanto intri‑
gante ed appagante l’accostamento al foie gras!
Non teme la concorrenza delle più blasonate etichette ed
è in grado di ergersi a protagonista anche dopo un lungo
affinamento; un orgoglio per la Moncaro, un orgoglio
marchigiano.
ALTRO ORGOGLIO DELLE MARCHE
TOR DI RUTA PASSITO
Luca Giaccaglia
Delegato AIS Jesi e Castelli
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