Sommeliers Marche Magazine 51 - page 26

Un grande vitigno internazionale che si è insedia‑
to nelle Marche con l’avvento delle truppe francesi
di Napoleone. Con l’amministrazione Bonapar‑
te voluta da Napoleone III soprattutto nel mace‑
ratese che includeva più di mille ettari di terreni
ed una buona parte di questi vitati con vitigni in
gran parte bordolesi tra bianchi e neri, nel pesarese
giunse invece il Pinot nero, sicuramente nei primi
dell’800 ad opera del Vice Re d’Italia Eugenio De
Beaurnais che dimorava a Villa Giulia sita tra Fa‑
no e Pesaro; il territorio venne quindi incluso nella
stessa amministrazione francese.
Il Pinot nero non poteva trovare collocazione mi‑
gliore che sul colle San Bartolo, ormai da tempo
parco naturale, vista la sua propensione ad amare i
climi freddi e con forti escursioni termiche. Il colle
infatti, che segue la costa adriatica da Pesaro sud a
Gabicce e la cui falesia cade aplomb sull’Adriatico,
gode di buona ventilazione da Bora e Tramontana
che giungono da nord e l’aria poi intrisa di iodio
marino inficia ancor più a donare sapidità ai vini
quivi prodotti.
Siamo nel territorio vitivinicolo della DOC Colli
Pesaresi e nello specifico per il Pinot nero nella sot‑
tozona Focara. Il focus cade sulla storica azienda
Mancini nata nel 1861, quindi l’agrivinicola più
antica delle Marche, quando era ancora in vita Lu‑
igi Napoleone III, anche se l’influenza france‑
se era ormai ripassata di mano.
La DOC Focara viene alla luce dopo un
periodo un pò confusionale nei primi an‑
ni 90, ma poi ufficializzata con revisione
definitiva nel 2000. La DOC si è messa poi
subito in evidenza per l’eleganza del Pinot
nero nelle diverse declinazioni: nero, bianco
fermo e spumantizzato con metodo classico.
Il Pinot nero gode di una personalità, se vo‑
gliamo, tutta femminile: esprime molta finezza,
ottimo equilibrio ed eleganza e fuori esce dagli
stereotipi dell’enologia mediterranea rossa che
generalmente si distingue invece con robusti vini
maschili caratterizzati da estratto molto alto.
È comunque l’unica DOC marchigiana destinata
ad un vitigno internazionale, ma che ormai a 200
anni dall’ insediamento gode il diritto di cittadi‑
nanza italiana e… nel caso con residenza pesarese.
Sapete benissimo poi che oltre alle diverse voca‑
tissime regioni come Trentino e Oltre Po pavese il
Pinot nero è il principe dell’enologia borgognona e
della Champagne, quindi...
Chapeau
!
ABBINAMENTI:
Lo spumante brut si impegna
in matrimoni marini con crostacei, ostriche so‑
prattutto, salmone e crudi, risotti ai crostacei e
quindi perfetto su sushi e sashimi, ma come spesso
io recito, pur banale possa sembrare, fantastico su
pane e mortadella, o ancora meglio su crostini im‑
burrati con mousse di mortadella. Il bianco inse‑
gue
tout court
le paste con salse bianche sia di mare
che non, corteggiando con buon fine le grigliate di
pesce e quelli bolliti con maionese e in quest’ul‑
timo caso come ancora il fratello spumantizzato.
Il Pinot nero vuole tutta la cucina di classe ed es‑
sendo in patria di Rossini non posso esimermi di
suggerirlo su un bel Tournedos, che porta lo stesso
nome del grande musicista, ma potrete spaziare
molto, molto avanti ancora. Buon Focara a tutti!
E LA DOC COLLI PESARESI SOTTOZONA FOCARA
PINOT NERO
G.C.
Luigi Mancini
26
1...,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25 27,28,29,30,31,32,33,34,35,36,...40
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