Fiere internazionali annullate, manifestazioni
saltate, visite in cantina ferme. E, se nei mesi di
lockdown
, seminari online e video in diretta sui
social hanno fatto sentire meno soli gli enoappas‑
sionati, la convivialità che un calice di vino porta
con sé si è andata mano a mano perdendo.
Come porvi rimedio non appena tutto (o quasi)
tornerà come prima? Sicuramente puntando sull’e‑
noturismo, tanto più ora che è stata apposta la firma
sul decreto che regolarizza l’accoglienza in cantina.
I problemi però non sono circoscritti alla mancata
socialità, i produttori lo sanno. Il Covid, per un’im‑
presa vitivinicola, ha significato troppe cose: export
bloccato, horeca ferma, punti vendita chiusi, crolli
di fatturato, dinamiche di vendita stravolte e canali
di commercializzazione inediti, almeno per i più.
«
Oltre ad effettuare consegne a domicilio ci siamo
affidati all’e-commerce, appoggiandoci a delle piat-
taforme; tuttavia, visti i bandi che finanziano que-
ste tipologie di investimento, stiamo sviluppando
l’idea di impostare un e-commerce sul nostro sito
web: la chiave del successo sarà saper ben arricchi-
re di contenuti questa modalità di vendita
» spiega
Carla Fiorini dell’omonima cantina.
A non aver subito stop, dando linfa a talune
aziende, è stata invece la grande distribuzio‑
ne organizzata, sia pure, talora, con il limite
di privilegiare vini di fascia bassa: «
ecco,
quindi, il grande insegnamento che il Co-
ronavirus ci ha lasciato: non trascurare nes-
sun tipo di mercato, tenerli attivi tutti quan-
ti, sia pure con innumerevoli sacrifici da
parte nostra
» sostiene Giovanni Vagnoni
de “Le Caniette”. Tenere alto il morale
non è stato semplice, eppure c’è chi, come
lo stesso Vagnoni, è riuscito a non abbat‑
tersi approfittando del periodo di fermo per
puntare sulla qualità del domani: «
non avevo
mai avuto prima il coraggio di posticipare l’usci-
ta sul mercato del pecorino, come invece si fa con
la riserva: ora sfrutto questo tempo per affinare di
più i miei vini, per renderli più buoni
».
I punti interrogativi, è chiaro, abbondano; sapere
fin d’ora le mosse da mettere in campo per quan‑
do si ripartirà è fondamentale per non brancolare
nel buio. Daniela Sorana, coordinatrice generale
di “Colonnara”, punta, ad esempio, a spingere in
misura maggiore l’acceleratore sull’estero, senza
trascurare tuttavia i clienti del canale horeca Italia.
Molte cantine, tra le altre cose, soffrono di proble‑
mi di capienza: «
trovar posto per una vendemmia
2020 avendo ancora la cantina mezza piena della
precedente non è cosa da poco
» dice Antonio Cento‑
canti, Presidente Istituto Marchigiano Tutela Vini.
Panico, poi, tra coloro che sono soltanto conferi‑
tori di uve: «
molte cantine che fino all’anno scorso
acquistavano le uve, quest’anno non sono nelle con-
dizioni di poterlo fare
» conclude Centocanti.
La grande quantità di vino invenduta avrà la sua
influenza sul mercato, ci sarà un
surplus
di prodot‑
to. A questo punto ci domandiamo: i 100 milioni
di euro stanziati con il Decreto Rilancio, le misure
messe in campo a sostegno del settore vitivinicolo
saranno risolutive per le Marche? Innanzitutto un
compenso economico spetta a quanti optano per
una vendemmia verde, ma solo per quei vigneti di
superficie compresa tra il mezzo ettaro e i cinque
ettari, purché questi, lo scorso anno, abbiano pro‑
dotto esclusivamente vini da tavola. Vi sono poi
la distillazione volontaria di soccorso, circoscritta
sempre ai vini da tavola, e lo stoccaggio. Su que‑
sta linea il Ministero ha anche preteso l’impegno,
da parte dei grandi produttori di vini da tavola, di
accettare una diminuzione della resa in vigneto
da 50 a 30 tonnellate. «
Noi marchigiani rappresen-
tiamo soltanto il 2% della produzione nazionale e,
soprattutto, vino da tavola ne produciamo davvero
in minima parte. Queste misure andranno ad inci-
dere poco sulla sfera vinicola marchigiana, se non di
riflesso: meno uva, meno vino, meno inflazione sul
mercato, meno concorrenza spietata. Per tale ragio-
ne le accettiamo.
» spiega il Presidente del Consor‑
zio Tutela Vini Piceni Giorgio Savini.
INTERVISTA AI PRODUTTORI SULLE PROBLEMATICHE
E SUI PROGETTI PER LA RIPARTENZA
COVID-19 E IL VINO
Benedetta Luciani
Sommelier
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