Sommeliers Marche Magazine 53 - page 31

Ad avallare questa terza ipotesi è uno studio italo-
svizzero che vuole indagare sull’uva Retica, ma di
cosa si tratta?
La regione retica fu, all’epoca dell’Impero roma-
no, un provincia che comprendeva Svizzera, Au-
stria e una parte dell’Italia del Nord. L’uva retica
era il vitigno a bacca bianca più coltivato in questa
regione. Nel corso del tempo diversi studi hanno
cercato di identificare nei vitigni moderni i parenti
delle’uva retica.
Nel 2007 questo studio partì dal Rèze, unica cul-
tivar ad avere omonimia con il termine retica e
coltivato nel Cantone Vallese con documentazioni
fino al 1300. Fu dimostrato, tramite analisi geneti-
ca, che tre varietà coltivate nel Nord Italia hanno
stretta parentela con il Rèze, tra cui il Cascarolo
bianco antico vitigno piemontese, presente anco-
ra nelle colline attorno a Torino, gli studi fecero
emergere anche che il solo Cascarolo ha rapporto
stretto padre-figlio con il Rèze. Gli studi prosegui-
rono fino al 2011 quando gli stessi studiosi, la Prof.
Schneider e il Prof. Vouillamoz dimostrarono la
notevole prossimità genetica tra Erbaluce e Casca-
rolo bianco. In conclusione, se venisse confermata,
questa terza teoria farebbe derivare l’Erbaluce dai
grandi vitigni retici a bacca bianca.
Una delle prime citazioni sull’Erbaluce è quella di
G. B. Croce, nel 1606 scriveva: «Erbalus è uva bian-
ca così detta, come albaluce, perché biancheggian-
do risplende: fa li grani rotondi, folti e copiosi, ha
il guscio, sia scorza dura: matura diviene rostita, e
colorita, e si mantiene in su la pianta assai:
è buona da mangiare, e a questo fine si con-
serva: fa i vini buoni e stomacali.»
Altre fonti indicano l’areale di coltivazione più
adatto nella Provincia di Torino, altre ne allarga-
no gli orizzonti fino al Novarese e al Monferrato,
abbinandolo qualche volta allo stesso Cascarolo.
Lorenzo Gatta lo cita, in un suo trattato, parlando
dei vitigni della zona di Ivrea indicando Caluso e
altri comuni del circondario di Ivrea come zone di
elezione. Il conte Di Rovasenda, descrive l’Erbalu-
ce bianca come uva utilizzata nella produzione dei
pregiati vini santi prodotti nel Canavese. Avverte
poi che l’Erbalus, essendo condotta a potatura lun-
ghissima nel circondario d’Ivrea, difficilmente ne
otterrebbe frutto chi ricavandolo da quella regione
lo provasse a potatura corta.
L’Erbaluce sotto l’aspetto enologico è un’uva mol-
to poliedrica che si adatta a diverse lavorazioni, ne
sono la prova le numerose tipologie presenti nella
Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Le principali caratteristiche sono l’acidità naturale
alta, il basso potenziale alcolico, presenza di pochi
aromi liberi e tanti precursori, buccia spessa e re-
sistente. Queste sono qualità importanti sia per la
produzione del bianco, dello spumante e del passi-
to. Oggi la produzione è orientata ad approfondire
sempre più le potenzialità di questo vino, per valo-
rizzare il suo potenziale evolutivo. Accanto alla tra-
dizionale produzione di un piacevole e immediato
vino bianco si affiancano sempre di più tipologie
ottenute con macerazioni più importanti e soprat-
tutto con un affinamento in bottiglia prima della
commercializzazione. Dalle zone più vocate, un’at-
tenta vinificazioni delle uve migliori si ottengono
vini caratterizzati da nobile complessità olfattiva e
intensa freschezza che osano sfidare il tempo.
Un vino di fascino che di affianca al nobile e sto-
rico passito, tra i più celebrati della nostra enolo-
gia senza dimenticare lo spumante ottenuto con il
Metodo Classico, tre tipologie che bene rappresen-
tano la storia e la nobiltà di quest’uva.
DATI PRODUTTIVI:
Erbaluce DOCG: ettari vitati circa 200;
produzione bottiglie circa 1.200.000
L’Erbaluce rientra, in Piemonte,
in una DOCG e in quattro DOC.
DENOMINAZIONE RISERVATA PER LE TIPOLOGIE:
•
 “Erbaluce di Caluso o Caluso” (110 q/ha, 10%).
•
 “Erbaluce di Caluso Spumante o Caluso
Spumante” (110 q/ha, 9,5%, 15 mesi sui lieviti).
•
“Erbaluce di Caluso Passito o Caluso Passito”
(110 q/ha, 10%, 36 mesi di affinamento).
•
“Erbaluce di Caluso Passito Riserva o Caluso
Passito Riserva” (110 q/ha, 10%, 48 mesi).
DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA:
•
CANAVESE “Bianco” e “Spumante”.
•
COLLINE NOVARESI “Bianco”.
•
COSTE DELLA SESIA “Bianco”.
•
PIEMONTE “Bianco”
TORINO
ASTI
CUNEO
ALESSANDRIA
ALBA
NOVARA
BIELLA
IVREA
VERBANO-
CUSIO-OSSOLA
VERCELLI
CALUSO
VIVERONE
BOLLENGO
IVREA
PAVONE
CANAVESE
STRAMBINO
MERCENASCO
AGLIÈ
CIGLIANO
ERBALUCE DI CALUSO DOCG
ZONA DI PRODUZIONE
31
1...,21,22,23,24,25,26,27,28,29,30 32,33,34,35,36,37,38,39,40
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