Sommeliers Marche Magazine 54 - page 12

Trasportati in una dimensione che appartiene alla
sfera dello spirito mediante un’autentica cerimonia
pervasa da fervore devozionale, fatta di gesti mi-
surati e posture accurate, tecniche di respirazione
e lente movenze che si traducono in una danza ri-
tuale per propiziarsi gli spiriti benigni, sollecitata
dal crescere dell’eccitazione ritmica dei tamburi,
sonagli e xilofoni, i
Nak Muay
, praticanti dell’arte
marziale
Muai Thai
, sport nazionale e patrimonio
culturale del Regno di Thailandia, nel cercare di
raggiungere l’equilibrio psicofisico aprono sé stessi
alla presenza divina. Al termine del rito di adora-
zione, in un susseguirsi di formule scaramantiche,
incantesimi e pratiche meditative, agghindati con
amuleti e talismani, corde intrecciate e ghirlande
protettive si trovano catapultati nella trance agoni-
stica in cui dolore e tempo perdono significato. “
Da
uomo diventi guerriero
” – pronuncia con tono so-
lenne il maestro al termine delle preghiere e il ring
si anima di una vorticosa lotta infernale resiliente ai
colpi più spietati tra le arti da combattimento. Nel
lontano passato, le corde annodate di canapa grezza
bendarono gli avambracci come fossero guantoni,
intrise di resina e polvere di vetro trasformando gli
incontri in cruenti bagni di sangue, ancestrale me-
todo degli indomiti soldati siamesi nel difendere, se
necessario anche a mani nude, la luminosa capitale
dell’antico Regno di Ayutthaya.
Il fisico scolpito ed asciutto di un thai boxer, dise-
gnato da muscoli e tendini duri come l’acciaio, con
una potenza impressionante e quasi sovraumana, si
modella in virtù di un’intensa e rigorosa preparazio-
ne atletica e mentale, ma anche con una severa disci-
plina alimentare presa altresì in adozione dai profes-
sionisti di diverse specialità sportive. Raggiungere
un compromesso ottimale tra massa muscolare e re-
attività, forza e leggerezza è un impegno gravoso che
in Thailandia si prende sin dalla prima adolescenza,
consapevoli di uno stile di vita che unisce la rudezza
alla sacralità, escludendo eccessi alimentari o so-
stanze psicotrope. L’allenamento idoneo a tramutare
il corpo in un micidiale strumento di offesa o difesa
è condotto all’esasperazione, con la consapevolezza
che non esistono sostanze nutrienti miracolose per
vincere una gara ma, al contrario, molti alimenti che
concorrono a farla perdere; motivo per cui la scelta
scrupolosa del cibo si rivela fattore fondamentale.
Una delle cucine più gustose e salutari al mondo,
quella thailandese, è capace di apportare giovamen-
to al corpo e allo stesso tempo gratificare lo spirito.
Influenzata per lo più da due grandi filosofie culina-
rie asiatiche, cinese e indiana, entrambe basate sulle
credenze curative tradizionali, per l’uso sapiente di
un’ampia varietà di spezie ed erbe aromatiche fre-
schissime che oltre a donare gusti, profumi e colori
pronunciati, sono adatte a detossicare l’organismo.
MISTIONE DI SAPORI CINESI E INDIANI
I piatti
thailandesi
Eva Kottrova
Sommelier
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