Sommeliers Marche Magazine 54 - page 18

Ivano Antonini
AIS Lombardia
Ci sono nomi in viticoltura che hanno un richiamo più
forte di altri e non fai in tempo a terminare di pronun-
ciare la parola “eroica”, che già subito la nostra mente
corre in quel bellissimo luogo che risponde al nome di
Valtellina. Ci troviamo nella parte più settentrionale
della Lombardia.
Con la nostra auto percorriamo la strada provenien-
te da Lecco per poi svoltare a destra in direzione Son-
drio, una volta arrivati al bivio con l’imbocco per la Val
Chiavenna. Qualche chilometro ancora ed ecco aprirsi
immediatamente sulla nostra sinistra uno scenario ma-
estoso, arroccato sui pendii delle Alpi centrali, dove i
vistosi terrazzamenti fatti da muretti a secco sembrano
aggrapparsi con le unghie alle montagne per sostenere
i filari di vigneti posti a giro poggio, disegnando delle
linee perfettamente integrate nel paesaggio che, in pieno
periodo vegetativo, possiamo ammirare lo splendore del
verde acceso delle vigne giocare in contrasto con l’az-
zurro limpido del cielo, di una bellezza tale da apparire
come una grande opera d’arte naturale.
Valtellina, dal latino
Vallis Tellina
ovvero Valle di Teglio,
richiama lo storico centro abitato adagiato ai piedi dei
monti e bagnato dal fiume Adda, a pochi chilometri da
Sondrio. Fiume che rappresenta il più lungo affluente del
Po e percorre in posizione orizzontale tutta la lunghezza
dei 120 km della Valle. Fiume che rappresenta uno degli
elementi più importanti chiamato ad esaltare il carattere
particolarmente unico, di quello che oltralpe chiamano
con il termine di
Terroir
.
Nell’accezione del termine francofono, oltre all’Adda,
possiamo inglobare sicuramente il terreno dove cresco-
no le viti, composto perlopiù da sabbie e limo derivati
dallo sfaldamento delle formazioni granitiche in seguito
al ritiro dei ghiacciai, l’orientamento dei vigneti comple-
tamente a sud per godere dell’irradiazione giornaliera
pressoché totale, il vento onnipresente a fare da condi-
zionatore naturale nelle torride giornate estive e le forte
escursioni termiche tipiche a queste altitudini. Pratica-
mente una
Côte Rôtie de noantri direbbero
a Roma...
Altro ingrediente che la fa diventare una ricetta irrepli-
cabile altrove, è il fatto che la Valtellina è da annoverare
tra le zone con il più basso indice di piovosità dello stiva-
le. Basti pensare alla difficile annata 2002, caratterizzata
dalle forti piogge estive in gran parte d’Italia, ma che
invece a Sondrio la ricordano come una delle più grandi
annate di sempre.
E IL SUO FASCINO EROICO
VALTELLINA
Castel Grumello, Montagna
in Valtellina (zona Valtellina
Superiore Grumello DOCG).
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