pietanza a pietanza, ma quasi sempre presenti nella
composizione secondo le regole basilari della cucina
siamese, leggera e sana con metodi di cozione rapidi
per conservare le proprietà nutritive.
Nell’area urbana di Yaowarat, su cui insiste il tem-
pio Wat Traimit, custode della più grande statua in
oro massiccio al mondo, raffigurante il Buddha, ci
si addentra nella vivace Chinatown della Capitale,
culla dello street-food thailandese. Occasione im-
perdibile per gustare qualche spiedino
satay
che può
essere infilzato con tocchetti di pollo, ruminanti o
selvaggina, frattaglie, frutti di mare oppure tartaru-
ga, coccodrillo, lucertola o serpente. Lo spiedo, da
disporre dipoi sulla brace ardente di residui del
legno o carbone, prevede la marinatura delle
carni con una miscela di salsa di soia dolce,
olio di cocco, sale e curcuma. La succulen-
ta vivanda va intinta nella golosa salsa di
arachidi indonesiana e, per agevolare il proces-
so digestivo delle proteine, si abbina solitamente
con un’insalata di cetriolo, agro-dolce-piccante per
la presenza di scalogno, aceto di riso, sciroppo di
zucchero di palma e peperoncino.
La vita caotica del centrale quartiere Bang Lamphu,
si trascina insonne ed informale fino all’alba, spo-
standosi con il caratteristico
tuk tuk
, taxi aperto a
tre ruote, tra musei, ristoranti, bar, chioschi, loca-
li dove divertirsi e venditori ambulanti. Divenuta
meta di pellegrinaggio per i buongustai l’attività
della cuoca ultrasettantenne Supinya Junsuta,
titolare di Raan Jay Fai, tra i 50 migliori risto-
ranti asiatici, dopo aver conquistato la prima
stella della Guida Michelin riconosciuta ad
un ristorante street-food. Prodotti freschissi-
mi di elevata qualità concorrono alla creazio-
ne della sua omelette al granchio,
khai chiao pu
,
dei noodles ubriachi con frutti di mare, ma anche
dell’iconica zuppa piccante alla citronella resa pre-
ziosa con gamberi o frutti di mare che “la regina del
cibo di strada di Bangkok” preferisce servire senza il
tradizionale brodo di base, preparato con citronella,
foglie di combava, rizoma di galanga, scalogno, suc-
co di lime, salsa di pesce e peperoncino fresco.
Nei punti di ristoro dedicati alla cucina locale, get-
tonatissimo è il famoso
phad thai
, tipici noodles
saltati in padella o alla piastra con uova, verdure,
tofu, carne o pesce e granella di arachidi.
Altra popolare chicca gastronomica, derivata dal-
la cucina isanese ai confini del Laos, è la cosiddetta
“santa trinità” che contempla
gai yang
, pollo gri-
gliato con
khao lam
, ovvero, riso glutinoso cotto
e servito in sezioni di canna di bambù e
som tam
,
l’insalata aspra e piccante di papaya verde tagliata
in filetti con rondelle di makhuea cruda, la minu-
scola melanzana tonda comune in tutta l’Asia sudo-
rientale, e granchio fermentato.
Nella periferia di Bangkok, a qualche decina di chi-
lometri dalla città multietnica e trafficata, sopravvi-
vono ancora gli antichi mercati galleggianti o nego-
zietti lungo le rive dei canali dove vengono proposti
stuzzicanti assaggi di grilli, bruchi, vermi e scor-
pioni fritti, ma anche di cavallette, termiti, larve di
api, bachi da seta cotti in zuppa o di altre leccornie
agro-dolci, assieme a insetti caramellati, pâté di pe-
sce, confetture di formiche e frutta tropicale.
Mod daeng
, le costose formiche e uova di formiche
rosse, tutelate dall’Arca del Gusto, sature di protei-
ne, zuccheri, vitamine, sali minerali ed elementi che
combattono i processi infiammatori, sono apprez-
zate fritte, nell’insalata, nella frittata, oppure bollite
in latte di cocco edulcorato alla stregua di un dolce
manicaretto. Giungono dalle zone campestri i
noo
naa
, topi delle risaie che si sono nutriti di radici di
riso, motivo per cui conseguono un gusto prelibato
soprattutto se grigliati, saltati in padella con erbe e
spezie o cotti in brodo piccante.
Quando ci si addentra nel profondo ventre della tra-
dizione asiatica si percepisce l’intima essenza che
contraddistingue la cultura apparentemente anti-
nomica del popolo thai. Da una parte la spietata du-
rezza degli uomini che combatterono strenuamente
per difendere i loro re, cibandosi di qualunque ali-
mento commestibile per sopperire al dispendio di
energie e sopravvivere, dall’altra, in netta antitesi,
l’attenzione minuziosa alla piacevolezza estetica
nella presentazione dei piatti raffinati della cucina
odierna e la venustà femminea che si palesa nelle
rituali danze in abiti scintillanti e maschere espres-
sive, tra le rappresentazioni teatrali più spettacolari
e leggiadre del pianeta.
Street-food a Bangkok
Phad thai
Som tam
Bachi da seta fritti
Khai chiao pu
Satay
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