Se il paesaggio è in qualche modo la Regina della Val-
tellina, il Re è sicuramente il vitigno Nebbiolo, detto lo-
calmente Chiavennasca, non solo per la vicinanza con la
Val Chiavenna, ma pare discendere dal termine dialet-
tale
ciuvenasca
, deduzione di
ciu-vinasca
, la quale indica
una specie più adatta a produrre vino.
La Chiavennasca abita questa valle fin dall’800, quindi
è da considerarsi un vitigno autoctono a tutti gli effetti,
trovando la giusta collaborazione con gli elementi “
ter-
roiristici
” descritti sopra, partendo prima di tutto dalla
particolarità estremamente permeabile del terreno che
favorisce la discesa in profondità delle radici, permet-
tendo alle viti di non andare mai in stress idrico nelle
annate siccitose e di nutrirsi di quelle sostanze capaci
poi di dare ai vini un bagaglio acido-sapido-minerale,
fondamentale per i tratti caratteriali di questa zona e
passaporto per i lunghi invecchiamenti.
Oltre alla Chiavennasca che copre circa il 90%
dell’
encépagement
locale, troviamo anche vitigni come
la Rossola, la Brugnola e la Pignola, oltre agli onnipre-
senti Chardonnay, Merlot e Pinot Nero, per un totale di
circa 850 ettari di vigneto. Elencati tutti gli elementi na-
turali che rendono unici i vini Valtellinesi, non dimenti-
chiamo che senza i sacrifici legati al “fattore uomo”, non
godrebbero del giusto prestigio in queste condizioni ca-
ratterizzanti la viticoltura “eroica”.
Come altre zone al mondo, anche la Valtellina ha co-
nosciuto il fuggi fuggi dalla vita in vigna in seguito allo
sterminio della fillossera, optando per altre mansioni
più redditizie e meno faticose. Si è dovuto attendere la
fine degli anni ‘70, in seguito alla nascita del Consorzio
di Tutela dei Vini di Valtellina datato 1976, per assiste-
re ad un primo piano di rinascita grazie ad un lavoro
capillare teso a valorizzare i vini della valle e delle sue
sottozone, culminata con l’acquisizione della DOCG
nel 1998 alla denominazione
Valtellina Superiore
, dove
si può aggiungere il nome della sottozona o la dicitura
Sforzato
nel caso dell’appassimento delle uve atte alla
produzione di un vino rosso secco. Valorizzazione che
ha visto intrecciare i primi interessi commerciali con la
vicina Svizzera e con le ondate di milanesi che venivano
a passare i weekend estivi al “fresco”, facendo poi ritorno
col bagagliaio pieno di vini, formaggi e altre primizie.
La seconda tappa di questa rinascita si è materializzata
alle soglie del nuovo millennio con l’avvento di una
“new
generation”
di viticoltori, capaci di rimboccarsi le mani-
che ed appassionarsi a questo duro lavoro, in nome di
una crescita esponenziale a favore della qualità.
Il fare gruppo ed il lavoro di squadra, si sono rivelati fat-
tori assolutamente non secondari per accelerare questi
processi di sviluppo. Un film già visto parallelamente
in un’altra epoca, con protagonista la Langa ed in parti-
colare il Nebbiolo, anche se i nostri
Valtellina Boys
non
hanno goduto dello stesso impatto mediatico dei loro
“cugini” barolisti. Lo spirito che incarnano è tuttavia lo
stesso. Calzano gli scarponi da lavoro da mattina a sera
e difficilmente li vedremo sfilare in smoking su palco-
scenici mondani sul vino fatti di riflettori e paillettes,
poiché sono legati ad un rapporto quasi morboso con la
loro terra. Sono stati consapevoli di ereditare il meglio
dell’insegnamento dei loro avi, ma di abbandonare quei
tratti austeri, acidi e ossidativi, che imperversavano in
molti vini del passato, a favore di maggiori croccantezze
del frutto, pulizie aromatiche figlie di uno svecchiamen-
to dei parchi legni di affinamento dei vini e da ampiezze
gustative scorrevoli con trame tanniche meno astrin-
genti ed integrate. L’impegno per il futuro sarà quello di
mettere maggiormente in risalto quelli che sono i tratti
valorizzanti di ciascuna sottozona.
Sondrio
Adda
Adda
Valtellina Sup. Maroggia DOCG
Valtellina Sup. Sassella DOCG
Valtellina Superiore DOCG
Rosso di Valtellina DOC
Valtellina Sup. Grumello DOCG
Valtellina Sup. Inferno DOCG
Valtellina Sup. Valgella DOCG
Nebbiolo delle Alpi
Sottozone e denominazioni
Teglio
Chiavenna
Morbegno
Tirano
Aprica
Sondrio
Bormio
Livigno
VALTELLINA
Milano
LOMBARDIA
VALTELLINA
Sondrio
Il comune di Poggiridenti
e, in lontananza, quello di
Tresivio (zona Valtellina
Superiore Inferno DOCG).
Uva Nebbiolo
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