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SICILIA
Ad un altro tiranno, Falaride, è associata una ul-
teriore leggenda sulle peculiari caratteristiche del
Moscato di Siracusa: sua figlia, cieca, era ghiotta
dell’uva dolce prodotta da una vigna custodita co-
me tesoro prezioso e sorvegliata da un servo, che,
un giorno, vinto dalla calura e dalla fatica, si ad-
dormentò, accorgendosi con sgomento al suo ri-
sveglio che le api ne avevano bucato i chicchi. La
fanciulla, assaggiandone un acino, trovò che aveva
un nuovo sapore, infinitamente più dolce: Plinio il
Vecchio ci ricorda che l’uva moscato era chiamata
anche apiana, perché così dolce da attirare le api,
competendo con il miele da loro prodotto.
Gli aggettivi più usati per descrivere le caratteri-
stiche di questo vino sono
edùs
e
glukùs
: il termi-
ne moscato, oltre che designare vini dolci aromati-
ci destinati ad una élite di intenditori, a partire dal
1200, diventa sinonimo di aromatico, profumato,
speziato. Ritroviamo il “vino di Siracusa” nella sce-
na quinta del secondo atto dell’opera lirica Lucre-
zia Borgia di Donizetti, quando il coppiere ne ver-
sa a tutti, suscitando l’apprezzamento dei convitati
–
“ottimo vino!”
– e
“un allegro canto”
.
La raccolta di una parte dell’uva mo-
scato bianco inizia nel mese di ago-
sto, quando è ricca di zucchero e spri-
giona al massimo il suo intenso aro-
ma, e inizia l’appassimento al sole su ap-
positi cannicciati in piccole serre; il re-
sto dell’uva continua la sua maturazione
sulla pianta, e dopo alcuni giorni anche
questa viene raccolta ed unita alla prima.
Il risultato è un vino dal colore giallo pa-
glierino carico o giallo oro con eventua-
li riflessi ambracei, dal caratteristico e
delicato odore, in bocca dolce, vellutato, gradevo-
le, con tipici sentori di miele e di frutta secca. Per-
tanto, diventa quasi d’obbligo l’abbinamento con i
pasticcini di pasta di mandorla di Avola, varietà tra
le più ricercate, che si coltiva nel siracusano ed è
particolarmente adatta per essere lavorata soprat-
tutto nel settore della confetteria e della pasticce-
ria di qualità.
Il Moscato di Noto passito o Passito di Noto, una
tipologia della denominazione Noto DOC, creata
nel 1974, è un vino dolce da vitigno moscato bian-
co 100% prodotto nella parte sud orientale della Si-
cilia, nelle zone di Noto, Pachino, Rosolini e Avola,
tutte in provincia di Siracusa, importante area viti-
vinicola sita in una zona parecchio conosciuta an-
che nel settore dell’agricoltura.
I produttori di Moscato di Noto non sono molti,
anche se negli ultimi anni, visto il gradimento ri-
scontrato, stanno via via aumentando: il vino rien-
tra nel Consorzio tutela vini del Siracusano.
Naturalmente, per tradizione, il Moscato di Noto
accompagna immancabilmente i tipici dolci nata-
lizi e pasquali, quali il panettone e la colomba, ol-
tre ad essere protagonista nei grandi pranzi di ogni
importante ricorrenza. Le uve moscato bianco
vengono fatte appassire sui graticci in luoghi aper-
ti, sotto il caldo sole della Sicilia. Il colore di que-
sto vino è giallo dorato con riflessi ambrati; all’ol-
fatto e al gusto è molto aromatico, con riconosci-
menti inconfondibili di miele, agrumi, frutta esoti-
ca, frutta secca e candita, gelsomino, che ne fanno
un prodotto complesso, ma che al tempo stesso si
lascia facilmente amare e godere. La sua gradevole
dolcezza è bilanciata, oltre che da una buona acidi-
tà, da una caratteristica sapidità.
Le vigne della cantina Planeta
a Noto (SR)
Zona di produzione
della DOC Siracusa
e della DOC Noto
Cattedrale di San Nicolò, Noto (SR)
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