I.I.S. “A. EINSTEIN-A. NEBBIA”
STRAORDINARIA ESPERIENZA IN BORDEAUX
Per i formatori del Laboratorio di Sala e vendi-
ta dell’Istituto “A. Einstein-A.Nebbia”, all’interno
del progetto
“Erasmus+ Master Skills”
coordina-
to dal Dirigente Prof. Arch. Francesco Lucantoni e
dalla referente Erasmus Prof.ssa Raffaella Lodovici.
Il meraviglioso paesaggio bordolese è scorso ai no-
stri occhi lungo il tragitto che ci ha accompagna-
ti fino a Saint-Emilion, in una delle zone più im-
portanti della regione, dove su un terreno pretta-
mente collinare si coltivano uve Merlot e Cabernet
Franc, Cabernet Sauvignon e Malbec. I vini sono
per la maggior parte rossi, diversi da quelli prodotti
nella zona del Médoc per la composizione del terre-
no che li rende molto più rotondi e morbidi. Hanno
una particolare classe ed eleganza che li rende cele-
bri e ricercati dagli appassionati.
CALICI DI SAUTERNES
A sud est delle Graves, lungo il fiume della Ga-
ronne, troviamo i due comuni AOC più celebri di
Bordeaux per la produzione di vini dolci come il
Sauternes ed il Barsac, che vengono da uve attac-
cate dalla muffa nobile (
Botrytis Cinerea
).
Questi vini sono celebri e famosi in tutto il mon-
do per eleganza, equilibrio e complessità aromati-
ca gusto-olfattiva, sono molto longevi e possono
arrivare anche a 30 anni esprimendo al meglio le
loro caratteristiche.
La cantina che ci ha ospitato è quella della famiglia
Pontac, vignaioli a Bordeaux da più di 400 anni.
Siamo a 35 km da Bordeaux, sulla riva sinistra del-
la Garonna, in un villaggio chiamato Barsac, at-
traversato dal fiume Ciron e precisamente nello
Château de Myrat, qui in autunno le acque fred-
de del Ciron che sfociano nella più calda Garonna
formano un microclima caratterizzato da umidità
e nebbia mattutina. Il sole del pomeriggio permet-
te agli zuccheri dell’acino di concentrarsi e alla
Bo-
trytis
di depositarsi sugli acini maturi rendendo la
buccia porosa. Questo fungo microscopico, temu-
to su tutti gli altri vigneti del mondo, produrrà qui
per qualche giorno una magica alchimia, fatta di
zuccheri e aromi, concentrazione e finezza.
La
Botrytis
attacca i chicchi gradualmente, manma-
no che maturano, questo richiede una vendemmia
che proceda per gradi, cioè per “smistamenti suc-
cessivi”, selezionando accuratamente i soli chicchi
botritizzati. Su una superfice vitata di 22 ettari, su
terreno argilloso-calcareo da uve per l’88% Sémil-
lon, 8% Sauvignon e 4% Muscadelle, si vendemmia
esclusivamente a mano, con una pigiatura lenta, in
un tempo di più settimane: non è raro che i lavo-
ri inizino a fine settembre e terminino a novembre.
VISITA AL CHÂTEAU FLEUR CARDINAL
Un catasto del 1819 mostra già l’esistenza di appez-
zamenti di vite e fabbricati nella località denomi-
nata Thibeaud, dove si trova l’attuale cantina. Le
prime tracce di un’azienda vinicola che produce la
propria cuvée risalgono agli anni ‘20 e ‘30 del No-
vecento, in seguito all’unione di Pierre Sarthou-
Moutengou e Jeanne Marie Grué, discendente di
due famiglie di proprietari di vino. Il castello porta
il nome di “Clos Bel-Air”, qui abbiamo degustato i
vini più pregiati che rappresentano le annate stori-
che dell’azienda.
De Fleur Cardinal bianco: 50% sauvignon bian-
co, 50% semillion – De Fleur Cardinal annate dal
19, 20: 75% merlot, 15 % cabernet franc – Château
Cesare Lapadula
Delegato AIS Macerata
Sergio Marini Grassetti
Château Fleur Cardinal,
Saint-Étienne-de-Lisse
Château Pichon Longueville Baron, Pauillac
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