La “febbre” di consumare il caffè con pasticcini in ambienti
sfarzosi in compagnia dell’aristocrazia dell’epoca leggendo
giornali, libri o concludendo affari, contagiò anche Budapest,
solcata dal Danubio e attraversata da magnifici ponti che uni-
scono la moderna zona di Pest alla collina più antica di Buda.
Il primo caffè, ormai inesistente, fu aperto nel 1714 a Pest sulla
riva sinistra del Danubio. In alcuni di essi si respira ancora lo
splendore dei tempi passati; mobili antichi, stucchi, marmi,
tappezzerie damascate e maestose specchiere dove gli sguardi
degli artisti più influenti, dei poeti, dei letterati si incrociaro-
no con quello dei ministri e dei diplomatici, degli imperatori
e delle regine, mantengono viva la memoria di una classicità
opulenta e regale. A Budapest, attorno al 1912, si contarono
oltre 300 caffè, tra loro anche il magnifico New York aperto
nel 1894, che fu definito sin da subito il “caffè più bello del
mondo”. Lo stile delle sale monumentali che hanno conservato
intatto lo splendore dell’epoca, da poco restaurate e fruibili, si
fonde ecletticamente tra il possente neobarocco, rococò e rina-
scimento italiano dove oro, bronzo, affreschi d’epoca, broccati,
lampadari in vetro soffiato e immancabili tavolini in marmo
massiccio accolgono gli amanti più esigenti dello sfarzo.
Storica istituzione della capitale è la centralissima ed elegante
caffetteria Gerbeaud, culla del cioccolato e della pasticceria un-
gherese, inaugurata nel 1858 dal pasticciere di origine svizzera
Henrik Kugler e rilevata nel 1884 dal maestro cioccolatiere gi-
nevrino Émile Gerbeaud, dove l’intramontabile arredamento
d’epoca fa da cornice agli appetitosi dolci come i “beigli”, rotoli
ripieni di noci o di papavero, i “rètes” fatti con pasta sfoglia
molto sottile ripiena di crema alla ricotta o di amarene, la torta
Eszterhàzy o il delizioso “Gerbaud szelet” specialità della casa.
Il krèmes più ricco e voluttuoso di Budapest, una sorta di pasta
sfoglia ripiena di un morbido composto di crema pasticcera,
viene servito nelle pasticcerie di August 1870 oppure nel pic-
colo Ruszwurm, il caffè più antico d’Ungheria ancora aperto
sulla collina della fortezza di Buda, inaugurato nel 1827.
La creatività e l’arte dei grandi maestri raggiunse l’apice con
un’altra torta leggendaria, la squisita “Dobos”, creata nel 1884
dal pasticcere Jòzsef C. Dobos, formata da sottili strati di uno
speciale pan di spagna farciti da una burrosa crema al ciocco-
lato e il tutto ricoperto con una corona di spicchi al caramel-
lo; una tra le migliori Dobostorta, per un momento di puro
piacere, si può gustare al Caffè Central, dove la finissima ostia
di caramello croccante poggia invitante su una dolce architet-
tura di strati di pasta e di farcia. Altri caffè, come l’Angelica,
l’Astoria, il Litea, l’ottocentesco Müvèsz o il Caffè Lukàcs in
stile liberty al pianterreno e barocco al primo piano, il Caffè
Zsolnay dove c’è l’imbarazzo della scelta tra 100 tipi di torte
diverse, attendono i visitatori vogliosi di dolci ghiottonerie e
caffè profumati con essenze liquorose.
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