La Grappa nelle Marche
Anche la nostra Regione non poteva lasciarsi sfuggire l’arte
di distillare. Forse più clandestina che ufficiale, è sempre sta-
ta portata avanti dai mezzadri o contadini, chiamateli come
volete, per me i veri artefici di succulente leccornie, delle qua-
li ora noi ne beneficiamo. Anche grazie a quel modo di vivere
delle popolazioni agricole che “non buttavano mai niente”.
Ho ricordi infantili, nitidi, di mio Zio che tirava fuori “lu tam-
burlà”, sorta di alambicco artigianale formato da una pento-
la di rame con un coperchio forato da dove usciva una ser-
pentina di rame che s’infilava in un recipiente pieno d’acqua
fredda. Tutta l’operazione era condotta di soppiatto, al riparo
dagli sguardi indiscreti, dentro “la capanna” della legna, era
la fabbricazione clandestina, utilizzava la vinaccia esausta per
confezionare la grappa, una grappa rude, forte, amara, sicu-
ramente poco sicura alla salute, le teste e le code erano tolte
ad occhio! Oppure era il vino “giallo” (per la verità già in pri-
mavera il vino era diventato marrone per via di spinte ossida-
zioni o fermentazioni batteriche indesiderate) ma non si po-
teva sprecare, e allora si utilizzava per fare il brandy? No, da
noi si preparava il “mistrà” aggiungendo nella “pentola” me-
le cotogne, anice stellato, caramelle d’anice e menta, ecc. Una
ricetta segreta che tale, purtroppo, è rimasta alla scomparsa
prematura di mio Zio.
A parte la tradizione
folcloristica, ad Ortez-
zano (FM) tutti gli an-
ni, in occasione del-
la festa del vino (me-
se di settembre) si ce-
lebra anche la rievoca-
zione della distillazione
delle vinacce per rica-
varne acquavite, la real-
tà marchigiana annove-
ra due ottime distille-
rie: Collesi di Apecchio
e Mancinelli di Mor-
ro d’Alba. La distilleria
Collesi inizia l’attività nel 2000; subito arrivano i riconosci-
menti per le ottime acquaviti, tra cui la medaglia d’oro vinta
nel 2002 al concorso tra i produttori italiani di grappa “Alam-
bicco d’oro”. Produce grappa da monovitigno di Verdicchio,
Sangiovese, Montepulciano, Bianchello del Metauro, oltre ad
un raffinato distillato d’uva chiamato Aurea.
L’Azienda di Stefano Mancinelli in quel di Morro d’Alba pro-
duce anche vino e olio extravergine d’oliva. I suoi distilla-
ti sono prodotti esclusivamente con alambicco disconti-
nuo a vapore indiretto
in rame e acciaio inox
e utilizza solo vinac-
ce non pressate, molto
ricche di mosto, distil-
late freschissime, per
creare elisir fini, mor-
bidi e molto persisten-
te. Quella di Lacrima è
fragrante, delicatamen-
te profumata di rosa e
viola, morbida e tipica.
La grappa di verdicchio
si presenta fresca, con
piacevoli sensazioni er-
bacee e ammandorlate,
secca e delicata.
Stefano Mancinelli
25