Una prelibatezza l’insalata ai fiori di margherita, petali di pri-
mula e violette del pensiero, meglio se selvatiche, versati su
una base di foglie di spinaci novelli, apicali di acetosa, cre-
scione e rucola; una sorpresa la misticanza con fiori di fagio-
lo, glicine, violetta, nasturzi e borragine.
Per i secondi le alternative tra carne e pesce non mancano:
un tenero coniglio profumato di petunie e crisantemi striz-
za l’occhio ad un’inedita quanto seducente zuppa di pesce ai
petali di rosa ed anemone, o a un pesce spada ingentilito da
romantiche margheritine, o ancora ad un esotico stufato di
agnello con fiori di giacinto d’acqua e vino bianco.
Evocano la Signorina Felicita di Gozzano, tutta balocchi, pro-
fumi e merletti, le violette candite ottenute con gomma arabi-
ca, perfette da gustare anche come caramelle in ogni momen-
to della giornata; per i golosi la mousse di cioccolato con salsa
alle rose; splendidi da vedere, forti in bocca per il gusto deci-
samente agrodolce, i petali di rosa brinati allo zucchero...”
E mentre la voce del cameriere che si impegna in una dotta ci-
tazione del Codice Atlantico a proposito della ricetta della fa-
mosa “acqua di Leonardo”diventa un’eco lontana, gli occhi si
chiudono; la mente perduta nell’affannosa rincorsa di istan-
tanee di antichi borghi immersi in tripudi floreali di una na-
tura ancora una volta generosa di colori e profumi... Potrebbe
non essere un sogno se, dimentichi di fanciulleschi “m’ama,
non m’ama”, volessimo “dirlo con i fiori” anche a tavola!