C’è poi il Frascati Cannellino dolce, figlio delle più
diffuse uve italiche come le malvasie puntinate e
di Candia, trebbiano, bombino, bellone e greco.
Anche questo ha buona struttura alcolica ed oltre
ad essere abbinato ai pecorini romani, e... non po-
trebbe essere altrimenti, si accompagna ai famosi
Maritozzi, al Pangiallo romano e alla Crostata con
crema di fragoline selvatiche di Nepi. Nella più po-
polare tradizione romana si fa ancora molto uso
della Romanella: nulla di più di un dolce rosso leg-
gero e frizzantino che i locali abbinano indiscrimi-
natamente a tutte le preparazioni dolciarie.
La Campania, con i suoi grandi vini secchi, non è
terra di eccellenze dolci, a prescindere dal Lacrima
Christi liquoroso del Vesuvio, dal Piedirosso passi-
to dolce dei Campi Flegrei e del Sant’Agata dei
Goti Falanghina passita. La Pastiera
napoletana, la Torta caprese, i Babà,
un po’ difficili da abbinare per
via dell’abbondante contenuto di
Rhum, ma anche alle sue varianti
al limoncello e bergamotto e le me-
ravigliose Sfogliatelle sono i dolci che
si abbinano per tradizione a questi vini.
Puglia - Calabria
Moscato di Trani, Aleatico di Puglia e Primitivo
di Manduria dolce naturale e liquoroso dolce na-
turale, il cui vitigno è probabile progenitore dello
Zinfandel californiano, contraddistinguono la re-
gione. Sono Vini di grande struttura e personali-
tà. Il Moscato di Trani dolce e nella varietà anche
liquoroso, vuole al suo fianco la pasticceria secca
locale come la Scarcella di Pasqua e i biscotti case-
recci. Lo abbiamo gustato in loco abbinato ai fichi
d’india ed in esso affogati: intrigante combinazio-
ne, come anche squisito sulle crostate ai fichi e
non disdegna il croccante alle mandorle e
nocciole. Aleatico e Primitivo di Man-
duria passiti e liquorosi preferi-
scono crostate ai frutti di bosco,
quelle alle noci e il cioccolato.
In Calabria c’è un grandissimo vino
considerato il più antico d’Italia e proba-
bilmente del mondo: è il Greco di Bianco,
prodotto nell’omonimo comune della costa
jonica sotto la provincia di Reggio.
Assolutamente straodinario: una volta degustato è
una di quelle essenze enologiche indimenticabili.
Fantastico abbinato ai fegati grassi e ai patè si spo-
sa deliziosamente alle torte in pasta di mandorle
e a quelle di fichi, fino a quelle con marmellata di
arance e bergamotto. In breve, predilige tutta la
pasticceria secca e di struttura a base di paste non
lievitate.
Sicilia - Sardegna
La Sicilia è indiscusso regno dei grandi Moscati:
dai passiti di Pantelleria, di Noto e del rarissimo
di Siracusa, ottenuti, a seconda delle denomina-
zioni, da tipologie di Moscati bianchi, gialli o Zi-
bibbo (Moscatellone), alcuni dolci, altri passiti e
liquorosi. Tutti abbinabili alla pasticceria secca, si
esaltano ancor più con le grandi specialità sicule
che vanno dalla torta delizia e ai biscotti alle man-
dorle, alla cassata di scuola palermitana o catanese
ed ai cannoli. L’abbinamento si delizia ancora con
le crostate alla marmellata di agrumi e splendida-
mente a fichi secchi, datteri gialli e ai fichi d’India
ben maturi sia gialli che rossi.
Maritozzi romani - Lazio
Scarcella pasquale
Puglia
Crostata di fichi - Calabria
(foto a lato)
Rocciata umbra - Umbria
(foto a lato)
Sfogliatelle - Campania
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