C’è ancora il pregiato Moscato rosa sia atesino che
trentino. Molto fine e dal delicato profumo di rosa,
le tradizioni locali lo abbinano a qualsiasi dolce
delle varie zone, ma è sicuramente vocato a
preparazioni come crostate ai frutti di bosco
e anche agli strudel con presenza di prugne.
Piacevole, soprattutto nelle varietà più alcoli-
che, è tuffarci delle mature pesche gialle e affo-
garci meloni gialli come si fa con il vino di Porto.
Friuli Venezia Giulia - Veneto
In Friuli siamo nella patria del piccolo grande
Picolit e del Verduzzo di Ramandolo e di Cialla.
Ricordo che degustammo i due vini in casa dei
Produttori Rapuzzi con il Maestro Veronelli e a
fine cena, dietro suo suggerimento, abbinati a pere
Williams mature, gorgonzola Croce e miele di ca-
stagno: un vero tripudio!
La specialità dolciaria friulana è però la Gubana,
dolce derivante dalla Potizza slovena, a base di
pasta lievitata, noci, pinòli e uvetta e ambedue ir-
rorati spesso di Slivovitz, distillato ricavato dalle
prugne. Per tradizione e piacere l’abbinamento con
i due vini è perfetto. In Friuli si produce anche Mo-
scato rosa: più leggero e delicato dei cugini trenti-
no-atesini, e anche questo lo si sposa alla Gubana e
alle crostate di piccoli frutti.
Il Veneto gode da sempre di grande stima per i suoi
vini da dessert. Tra i suoi capolavori si ricordano il
Recioto di Soave e di Gambellara, ottenuti da viti-
gno Garganega e piccole percentuali di altri vitigni
bianchi come il Trebbiano di Soave, Pinot bianco o
Chardonnay e sono i migliori compagni della Sbri-
solada, del Pan dei Siori, delle Fritole de Pomi e del
Pandoro veronese. Non si esime da questi il buon
Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei.
Più complesso è il Recioto dellaValpolicella che con
i suoi evidenti sentori di amarene ama sposarsi
con crostate a base dello stesso frutto e molti
amano abbinanarlo al cioccolato. In pro-
vincia di Vicenza, nel comune di Breganze,
si produce l’eccezionale Torcolato. Corteg-
giato in tutto il mondo è effettivamente una
quintessenza dell’enologia italiana. Valgono gli
stessi abbinamenti tradizionali di cui sopra, pur
essendo uno straordinario vino da meditazione
che può evitare di concedersi compagnie.
Liguria - Toscana
Se si parla di vino dolce in Liguria il discorso non
può essere che monotematico. Siamo nelle Cinque
Terre: un teatro mozzafiato, patrimonio dell’uma-
nità. A Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia,
Manarola e Riomaggiore, il vino, dolce per eccel-
lenza, è univoco e si chiama Sciacchetrà, o meglio
ancora originariamente “Sciachetrà” e da non con-
fondere con l’Ormeasco di Parnassio Sciac-trà.
Centellinato come fosse oro liquido, discusso per
la sua vera identità, chiuso a chiave più per gelo-
sia che per rarità, come dicono gli indigeni, que-
sto nettare si può bere solo a casa sua. Ogni volta
mi sia recato in loco lo Sciacchetrà, quello buono
e vero come dicono loro, me lo hanno fatto sem-
pre sudare: ma poi scoprii qualcosa di asolutamen-
te unico. Al di la del fatto che sia abbinabilissimo
a diversi formaggi stagionati ed erborinati con i
soliti mieli e confetture, nella pasticceria ligure si
sposa alla Ciambella all’uvetta, alle Sciumette, alla
Pinolata e ancora alla Torta genovese, al Pan dôce
e ai Pasticcini di riso.
Lo Sciacchetrà è sicuramente un orgoglio del nostro
Presidente nazionale Antonello Maietta, titolare di
una enoteca nella vicina e meravigliosa cittadina
di Porto Venere, anch’essa considerata patrimonio
dell’umanità insieme alle Cinque Terre.
La Toscana è storicamente culla di Vin Santi. Al-
cune altre regioni d’Italia ne producono, ma qui il
vino in questione assume un concetto quasi sacrale
e sono prodotti in tutte le zone a denominazione
Chianti e del Carmignano. Quanti calici ne avrà
bevuti Lorenzo de Medici? Se ne producono di
secchi e di dolci. I primi celebrano le nozze con i
fantastici pecorini di Pienza, ma anche i dolci se ac-
compagnati a confetture e mieli. Questi ultimi però
si armonizzano a dolci importanti come i classici
Cantucci toscani alle mandorle o quelli di Siena, ai
Ricciarelli e al Pan dei morti. I Vin Santi occhio di
pernice si intonano anch’essi al Panforte di Siena.
Il delicato Moscadello di Montalcino preferisce le
preparazioni a base di pastasfoglia o frolla con in-
gredienti cremosi profumati di vaniglia e si appaga
della compagnia di Cantucci e Ricciarelli.
Krapfen
Trentino Alto Adige
Pandoro di Verona - Veneto
Gubana
Friuli Venezia Giulia
Pandolce genovese - Liguria
(foto a lato)
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