Eduardo Galeano scrive: «Siamo tutti mortali fino
al primo bacio e al secondo bicchiere di vino». Le
donne, ai tempi dell’antica Roma, avrebbero potu-
to scrivere: «Siamo tutte morte dopo il primo bacio
e al secondo bicchiere di vino».
Di cosa si parla? Si parla del diritto dei maschi ro-
mani di baciare le proprie donne per accertarsi che
non avessero bevuto.
Questa inquietante quanto diffusa pratica era
chiamata
ius osculi
, ovvero “diritto del bacio”, do-
ve però il bacio in questione – che i latini chiama-
vano
osculum
– era ben altro che un romantico ge-
sto d’amore! Rappresentava in realtà una sorta di
etilometro ante litteram.La sobrietà delle mogli, di
prassi, era verificata e misurata attraverso un sem-
plice contatto con le labbra: un bacio inquisitorio
senza dubbio diverso dai celeberrimi “mille baci,
poi cento poi altri mille, poi ancora cento poi altri
mille poi cento ancora” di cui parla Catullo e che i
latini chiamavano basia.
Quello tra le donne e il vino era dunque un lega-
me rischioso, che legittimava una punizione esem-
plare, delle sventurate bevitrici. Nel mondo greco-
romano il piacere di bere e, più in generale, ogni
forma di piacere, veniva in questo modo precluso
al genere femminile mediante un’accurata vigilan-
za olfattiva che poteva costare una morte violenta
all’incauta donna. La pratica dello
ius osculi
era,
a tutti gli effetti, un modo per tenere sotto stretto
controllo il gentil sesso tramite un vintage-tasting
dell’alito che di fatto teneva la donna al riparo dal
potere conturbante e potenzialmente ever-
sivo del vino.
La legge però non era uguale per tutti. Per una par-
te di popolazione femminile l’utilizzo di questo
potere disinibitorio e liberatorio, era sicuramen-
te auspicabile. È facile e intuibile capire a chi fos-
se concesso bere: le servitrici dei clienti nelle taber-
nae, le attrici, le cantanti e le ballerine – equiparate
dal diritto romano alle prostitute – potevano con-
cedersi un caldo cicchetto, rimarcando, con questo
diritto, la differenza esistente tra la cosiddetta
bo-
na fimina
, la donna perbene, e la schiera variegata
e numerosa di donne di dubbia moralità.
Ironia della sorte, con lo
ius osculi
si sanciva la vit-
toria, ottenuta con prepotenza e forza, in una gara
“nasale” con il sesso femminile, notoriamente do-
tato di una maggiore sensibilità sensoriale olfatti-
va! Ma di questo parleremo nel prossimo numero.
IL BACIO UBRIACO
Lo ius osculi nel mondo latino
Manuela Cornelii
Arianna Fermani
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