Sommeliers Magazine Marche n. 30 - page 21

mare, a tal punto che fra i suoi desideri ci sarebbe
quello di prelevare uno chalet al mare.
Da buon fabrianese cura personalmente la nor-
cineria, non che straordinari formaggi pecorini
stagionati nella fossa privata. È anche un cultore
del cioccolato e quindi della pralineria che utilizza
come cadeaux personali. Si adopera con successo
nell’arte bianca e pani e grissini di vari aromi ac-
compagnano piacevolmente le sue preparazioni
gastronomiche.
Essendo Sommelier, anzi…il Presidente dei Som-
melier marchigiani, la cultura del vino e quindi de-
gli abbinamenti non possono sfuggire alle migliori
attenzioni e la carta dei vini rende giustizia al suo
ruolo istituzionale. Anche il personale di sala del
Gentile si compone di un Sommelier e di recente
si è aggiunta la sorella Vanda che si prende però
cura dell’ospitalità alberghiera.
Come già enunciato Domenico ama la grande cu-
cina codificata tricolore ma non rinuncia giusta-
mente ad aggiungere idee personali. Creare nuove
ricette è parte di ogni bravo cuoco che sappia però
rispettare le regole del buon senso, senza lasciar-
si rapire dall’esotismo. Sono le tecniche di cucina
quelle che contano nella moderna ristorazione ed
egli ne ha buona conoscenza.
È da tempo poi che in linea con la filosofia AIS
organizza nel suo locale interessanti cene a tema
indirizzate oltre ai Sommelier a tutti coloro che
amano partecipare a serate culturali e all’insegna
del godimento. Fra le diverse realizzate hanno sti-
molato il mio interesse quelle sui Cibi Afrodisiaci e
ancora Franciacorta e Formaggio di Fossa, sì ma...
quello del Presidente.
I pascoli pedemontani della zona arricchiscono il
menu con le deliziosi, dolci carni ovine di razza fa-
brianese abilmente da lui elaborate. Ed ancora ab-
bondanti raccolte di funghi di ogni genere e tartufi
di alcune varietà entrano sovente nella cucina di
Domenico. Una nota personale, che può sembrare
banale, ma non ricordo di aver mangiato una car-
bonara migliore di quella che mi fece gustare a fine
lezione di un corso AIS; la realizzò mescolando in-
sieme pancetta e guanciale, insaporita ancora da
un suo straordinario pecorino. Orgoglioso soste-
nitore e tutore del territorio è follemente innamo-
rato del Verdicchio di Matelica e... non potrebbe
essere altrimenti vista la struttura di questo gran-
de gioiello dell’enologia marchigiana.
Mi è rimasta impressa una sua frase, riportata poi
in un redazionale della Magazine che dice: “Ma chi
ha detto che un cuoco non può essere anche Som-
melier?” E ci mancherebbe, rispondo io, è come il
cacio sui maccheroni! Un Sommelier cuoco rappre-
senta il massimo della coniugazione fra cibo e vino.
Chi meglio di questi conosce le composizioni dei
piatti e quindi formulare i più sensati abbinamenti
da trasferire poi ai suoi già bravi collaboratori?
Domenico Balducci possiede anche una formata
cultura universitaria, buon senso dell’umiltà e pa-
catezza, doti che lo fanno apprezzare anche come
uomo. Non mi allungo su tante altre cose, ne con
ricette e suggerimenti, ma con piacere pubblico
una piccola galleria fotografica di alcuni suoi piat-
ti, prodotti caseari e norcini.
“Buona cucina signor Presidente!”
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