Siamo nel Gotha dell’enologia mondiale, dove ogni paragone sarebbe super-
fluo, impensabile; è un po’ come immaginare delle Rolls Royce con motore
Ferrari. Pur vero è che la differenza tra domanda e offerta ha reso alcuni dei
vini di questo territorio della Borgogna sopratutto un fenomeno di specu-
lazione, ma le eccellenze più rare in ogni settore si pagano care, molto care.
Siamo nella Côte de Nuits e per lo specifico nel comune di Vosne Romanée,
abitato soltanto da circa 500 anime quasi esclusivamente vocate e impiegate
nel mondo della viticultura. Il posto o “
lieu-dit
” come lo chiamano i fran-
cesi gode di una perfetta coniugazione tra geomorfologia e microclimi da
conferire ad alcuni dei suoi vigneti i massimi riconoscimenti piramidali di
Grands Crus e ad altri di Premiers Crus: i così detti Climats.
I suoi confini sono segnati da altri importanti comuni come Chambolle
Musigny e Vougeot a nord, Nuits-Saint-Georges a sud e Flageay-Echezéaux
nel versante occidentale. Il clima in generale è medio continentale, caratte-
rizzato da buone escursioni termiche. I terreni sono prevalentemente calca-
reo argillosi e ricchi di ferro che poggiano su uno zoccolo di roccia e marna.
I vigneti sono generalmente esposti ad est-sud est, diversi in pianura su terre
ben drenate facenti parte del Plateau de Langres e altri si sviluppano ai piedi
di dolci colline con altitudini che vanno dai 250 a 350 metri.
GRANDI VINI MONDIALI
I Climats de
la
Vosne
Romanée
Gualberto Compagnucci
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