Sommeliers Magazine Marche n. 42 - page 30

È stata la quattordicesima edizione quella del 23
luglio scorso di “Falerio una DOC D’Amare” e
sempre con il solito successo. Un mare di gente si
è riversata nei diversi banchi degustazione affidati
ai nostri bravi Sommeliers fermani e il tutto antici-
pato dall’abituale dibattito svoltosi nell’auditorium
di villa Baruchello.
Il tema di quest’anno si è sviluppato tra il vino
biologico, il naturale e convenzionale. Dopo gli
interventi di prammatica dei politici presenti con
l’introduzione di Milena Sebastiani, Assessore al
Turismo per il comune di Porto Sant’Elpidio, se-
guita dal Vice Presidente AIS Marche e Delegato
di Fermo Stefano Isidori, si sono alternati nella
discussione l’Agronomo Giorgio Savini Presidente
del Consorzio Vini Piceni, il Presidente Assoeno-
logi Marche Luigi Costantini e il Maestro Somme-
lier Gualberto Compagnucci. Quindi un Agrono-
mo, un Enologo e un Sommelier hanno discusso
ed esposto alla platea come e quali sono le strade
da prendere e... il perché per far sì che i nostri vi-
ni, e nello specifico la più coinvolta era ovviamente
l’area picena, possano continuare ad esprimersi al
meglio coniugando insieme le esigenze del consu-
matore sempre più attento con quelle della natura,
della qualità, della salubrità.
La filosofia dei vini naturali e ancora del biodina-
mico Demetra sono state definite all’unisono dai
tre relatori come concetti medievali o ancor di più
appartenenti agli antichi egizi e babilonesi che ben
poco hanno a che vedere con i criteri della moder-
na vitivinicoltura.
Ben altro tono ha avuto invece il biologico che si-
curamente va apprezzato e stimolato per combat-
tere l’uso spesso indiscriminato della chimica di
sintesi sia sul vigneto che sul vino che però, per
chi parte oggi, si dovranno attendere parecchi an-
ni prima che si arrivi alla totale depurazione dei
terreni vitati bombardati nel tempo ed intrisi dalle
misture chimiche e comunque si dovrà pur ini-
ziare per raggiungere il traguardo e sensibilizzare
tutti i produttori, fermo quanti il biologico lo pra-
ticano già da una vita.
Gli attuali andamenti climatici, e sarà sempre peg-
gio, mettono però in crisi le coltivazioni e con le
viti sempre più indebolite, con lo spettro di nuovi
parassiti e patogeni che giungono da ogni parte del
globo quando ci si ammala... che si fa?
Ci vuole il farmaco, cioè la chimica. In merito è
stato ricordato che quattro anni fa nella Valle del
Rodano era riapparsa la fillossera che cento anni
fa distrusse l’80% del vigneto europeo ma è stata
subito debellata bombardandola giocoforza con
armi chimiche. Ora, a fine dibattito, si è convenuto
che il futuro del vino deve sicuramente rimanere
in mano alla scienza ma tenendo in considerazione
anche la coscienza: quindi ritornare si al biologico
ma con le antenne sempre dritte per intercettare
e prevenire pericolosi attacchi “biologici”; sembra
un ossimoro ma è così.
Nel contesto sono stati premiati i ristoratori Elpi-
diensi che hanno partecipato al concorso “Un piat-
to per il Falerio”, che ha visto quest’anno vincitore
“I Bagni 55 Ristorante Chalet” con il piatto “Spa-
ghetti Senatore Cappelli con Muscioli del Conero
e pioggia di Bottarga di Muggine” abbinati al “Fa-
lerio Villa Imperium della Società agricola Villa
Imperium”. Con i nostri complimenti.
DAL CONVENZIONALE AL BIOLOGICO
FALERIO UNA DOC D’AMARE
G.C.
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