Nella Riserva naturale della Biosfera di Astrakhan,
laddove al levar dell’Astro all’orizzonte sbocciano
i magnifici fiori di loto che emergono dalle acque
salmastre dell’esteso delta del Volga, ha eletto il
suo habitat lo storione caspico, il pesce anadromo
dai tratti ancestrali che da millenni depone le pro-
prie preziosissime uova alla foce del Mar Caspio, il
maggiore lago del mondo al centro di un enorme
bacino endoreico.
La soavità dell’inebriante effluvio del fiore di loto
che attira annualmente migliaia di forestieri si
contrappone al fetore di pesce impregnato nel
vestiario dei pescatori che da epoche lontane si
contendono la cattura del sovrano caspico, il gi-
gantesco storione Beluga (Huso huso, Ladano o
Attilo), che custodisce gelosamente nel suo ven-
tre migliaia e migliaia di minuscole perle cineree,
quelle più raffinate e apprezzate dai facoltosi esti-
matori del caviale.
La maestosità degli Urali di fronte alle sconfinate
steppe nude e pianeggianti che trapassano lenta-
mente nel subdeserto, come l’interminabile fiume
Volga, a volte impetuoso ma anche quieto, o come
gli immortali capolavori dei famosi romanzieri
russi in cui si avvicendano tragedie e felicità, mi-
seria e nobiltà, fedeltà coniugale e adulteri, pene
d’amore e spaventevoli castighi guidati dal fato,
oppure come la sfrontata opulenza degli zar esibita
dinnanzi al popolo indigente, la Russia conferma
le sue grandi contraddizioni anche a tavola dove la
magnificenza di conviti luculliani con tagli pregia-
ti, caviale e champagne si contrappone alla sobria
austerità della cucina tradizionale a base di pane
nero di segale, burro, cereali, verdure e formaggi.
GLI ANTICHI SAPORI DELL’ODIERNO
DESINARE RUSSO
Eva Kottrova
Sommelier
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