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Difficile. Difficilissimo. Pressoché impossibile an-
che soltanto tentare una qualsivoglia sintesi del
Seminario sulla Borgogna svoltosi il 10 novembre
2018 nell’accogliente location del Ristorante “Due
Cigni” di Montecosaro Scalo, a cura di AIS Ma-
cerata. In effetti il professor Armando Castagno,
relatore d’eccezione, tra i massimi esperti mondiali
inmateria, ha affrontato l’argomento con profondi-
tà, chiarezza, efficacia comunicativa e appassionata
competenza, tenendo sempre desta l’attenzione dei
numerosi presenti con un “vissuto racconto” della
Borgogna della Côte d’Or, terra mitica e antono-
masticamente sinonimo di vino in tutto il mondo.
In questo lembo di terra francese, infatti, già da
ben mille anni, grazie all’apporto fondamentale
di vari ordini monastici, iniziò ad essere pratica-
ta la “zonazione”, lo studio e l’identificazione di
ogni singola vigna; già, perché in Borgogna ogni
vigna ha una sua storia, documentata e certificata,
a partire dalla stessa AOC Bourgogne, passando ai
Village, fino ai Premier Cru, per giungere ai mitici
Grand Cru, dove i vini “rispondono solo a se stes-
si”, esulando da ogni “tipicità”.
La degustazione è stata dedicata prevalentemente
a vini espressioni della Côte de Nuits, la parte più
settentrionale della Côte d’Or e una delle regioni
in assoluto più settentrionali in cui si producono
vini rossi di alta qualità. Da Marsannay, comune
appena più a sud di Digione, vera e propria glo-
ria dell’antica Borgogna, il primo vino:
Bourgo-
gne Le Chapitre 2015 Domaine Sylvain Pataille
,
denominazione regionale, fuori dalla denomina-
zione Marsannay, ancora classificato come Bou-
rgogne, ma grande al pari dei grandi cru; molto
complesso all’analisi olfattiva, con riconoscimenti
ampi (fragolina di bosco, lampone selvatico, car-
nosità di ciclamino, peonia, vaghezze saline), in
bocca è nettamente secco, con aromi terpenici ben
riconoscibili.
Il secondo vino
Fixin 2016 Domaine Berthaut
Gerbet
è espressione di un domaine situato in un
luogo “di passaggio” ma inaspettatamente legato a
fascinose memorie napoleoniche. Il suolo marnoso
e ricco di ossido di ferro è alla base di un vino au-
stero, minerale, di grande classe aromatica; l’olfat-
to coglie note floreali, effluvi mentolati, liquirizia,
incenso, cera, mentre al palato spicca una rotonda
tannicità, potente, elegante, in bel connubio con
freschezza e persistenza.
Da una parcella con vigne di almeno sessant’anni
il terzo vino degustato,
Gevrey-Chambertin Pre-
mier Cru Estournelles St Jacques 2015 Domaine
Humbert Frères
. Un Pinot Noir caldo ed avvol-
gente; al naso si presenta con note interessanti di
humus e cioccolato, riconoscibile la mineralità; al
sorso è concentrato, profondo, potente, molto per-
sistente.
Morey-Saint-Denis Premier Cru Les Chenevery
2016 Domaine Alain Jeanniard
, il quarto vino, da
un comune in cui la storia parla di vigne piantate
dai monaci, cinte da mura, quale metafora edeni-
ca. Colpisce per il suo ricco bouquet floreale, ove
spiccano viole e garofano, per le note di frutti ne-
ri, come i mirtilli; in bocca è ben strutturato, con
un buon equilibrio tra la forza del corpo e la fresca
espressione del frutto.
Risale all’anno mille il vigneto più antico del
comune di provenienza del quinto vino,
Nuits-
Saint-Georges Premier Cru Les Damodes 2015
Domaine Lécheneaut
. Emblema di una filosofia
di “viticoltura orafa” e di altissima qualità, vanto
della famiglia Lécheneaut, il vino si presenta robu-
sto, austero e forte; al naso rivela, quasi a malin-
cuore, note di ciliegia, prugna, sfumature discrete
di spezie, unite a molta mineralità; perciò la sua
dilagante espressività in bocca sorprende, in ampie
volute di sapidità e di tannini persistenti.
Con
Pommard Premier Cru Les Croix Noires
2015 Domaine De Courcel
ci si sposta nella Côte
de Beaune, la parte meridionale della Côte d’Or,
geologicamente più variabile, dove si trovano an-
che i grandi nomi della Borgogna bianca.
LE VIGNE DELLA CÔTE D’OR CON ARMANDO CASTAGNO
BORGOGNA
Patrizia Zega
Sommelier
Armando
Castagno