Immersi in un mondo di cantine gessose ascoltiamo
dal nostro partner una coinvolgente spiegazione relati-
va a tutto il processo della spumantizzazione con rifer-
mentazione in bottiglia, conclusa da una
dégorgement a
la volée
eseguita dal padre di Jean-Luc.
Ripartiamo per addentrarci nel cuore della Côte des
Blancs; lungo la strada che collega Cramant a Oger tro-
viamo Avize, uno dei Grand Cru in cui lo chardonnay si
esprime al meglio e dove si trova la
Maison Franck Bon-
ville Grand Cru
. I 18 ettari dell’azienda sono suddivisi tra
Avize, Cramant e a Oger. Incontriamo il titolare, autore di
una viticoltura rispettosa dell’ambiente, dalla vinificazio-
ne accurata, il lungo affinamento di ogni cuvée interpreta
in chiave moderna lo stile della maison che rimane ben
riconoscibile e costante. Bonville produce esclusivamen-
te champagne blanc de Blancs declinati in diverse cuvée,
tutte vinificate in acciaio tranne Belles Voyes che fa un
passaggio in barrique. Grande eleganza e stile in questi
blanc de Blancs caratterizzati da ricchezza aromatica e
piacevole freschezza. Tra gli champagne assaggiati resta
nella nostra memoria il Blanc de Blanc Grand Cru 100%
chardonnay, frutto di un assemblaggio di tre annate, im-
prontato sull’eleganza e sui toni della morbidezza.
Con lo
Champagne Legrand-Latour
si apre per noi uno
scenario tipico per il terroir della Champagne, del suo
suolo e soprattutto del suo sottosuolo. Ad accoglier-
ci stavolta è Thibault Legrand, attuale rappresentante
dell’azienda, col quale scendiamo nelle viscere della
terra dove è stato creato un museo sotterraneo ricchissi-
mo di conchiglie fossili. Qui respiriamo la passione che
Thibault ha ereditato da suo padre per la ricerca dei
fossili, la Champagne è anche questo, un territorio
ricco dal punto di vista “geoenologico” dove la na-
tura del sottosuolo si lega alla sapidità del vino che
ne racconta la storia. Assaggiamo in degustazione:
Brut Tradition, Demi-sec, Brut Prestige, Brut Rosé.
Abbiamo scelto di lasciare in fondo la storia del territo-
rio con la quale di solito le degustazioni si aprono, per-
ché solo ora siamo giunti nel cuore della Champagne.
Epernay può essere considerata la “Mecca del somme-
lier”, una cittadina molto curata e chiaramente ricca, la
cui eleganza si manifesta in ogni angolo ad iniziare da
Avenue de Champagne, la strada principale dove han-
no sede tutte le più prestigiose case di Champagne del
mondo. La tradizione dello Champagne è legata al nome
di Dom Perignon, l’abate che nella prima metà del 1700
fu il primo a migliorare in maniera sostanziale il proces-
so di vinificazione, le sue bottiglie venivano inviate al Re
di Francia che le stappava durante le feste.
A
Dom Perignon
la
Moet & Chandon
ha dedicato negli
anni ‘70 un’edizione di Champagne vintage dal successo
talmente grande che la casa ha deciso poi di trasformare
questa linea in un brand a sé stante. Qui non potevamo
non assaggiare lo Champagne Brut 2010 – Dom Péri-
gnon: dal colore integro, quasi verde, bollicine infinite
e sottili, l’annata 2010 incarna per classe ed eleganza la
completezza tipica delle migliori vendemmie e regala
uno Champagne di rara finezza, vivace, elegantissimo,
freschezza e sapidità da vendere, meravigliosamente
equilibrato in ogni sua componente. Già oggi straordi-
nario, saprà stupire anche a distanza di molti anni, come
nella migliore tradizione dei grandi Dom Pérignon.
Per concludere... Attraversiamo la Bourgogne con sosta
a Vosne, dove non può mancare la foto davanti alla miti-
ca vigna
“La Tâche” della Romanée-Conti
. Siamo sulla
via del ritorno, carichi di una meravigliosa esperienza
che non vediamo l’ora di condividere con i colleghi e
con gli studenti.
Champagne Legrand-Latour,
Fleury-la-Rivière
Le vigne della Maison Franck
Bonville Grand Cru, Avize
Moet & Chandon, Epernay
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