FRANCESE, BELGA O... ITALIANA?
Normalmente quando si assaggia una pralina
viene in mente spesso Bruxelles, città che diede i
natali a questo variegato dolcetto.
Jean Neuhaus
,
farmacista svizzero, nel 1857 apre una farmacia a
Bruxelles e per rendere più gradevole il sapore del-
le medicine che vendeva, le avvolse con zucchero
e cioccolato. Il nipote del farmacista, che porta lo
stesso nome e cognome del nonno, nel 1912, crea la
prima pralina belga (
dragée – confetto
), sostituendo
il farmaco con la panna fresca. Un successone!
Entra in gioco anche la moglie di Jean Neuhaus,
creando una scatola elegante e raffinata per con-
tenere i pregiati “cioccolatini”, collocandoli come
dei bijoux (
ballottin
), diventando immediatamente
un oggetto da regalare per eccellenza. Le farcitu-
re, con il passare degli anni, aumentano sempre di
più come numero. Il cioccolato fondente, al latte
o bianco, ricoprono gli elaborati di noci, nocciole,
mandorle, pistacchio, crema, liquori, distillati, sci-
roppi e paste a base di latte, ecc. Passano gli anni
e Neahaus cresce, si espande e si rinnova; la sua
cioccolateria diventa sempre di più una “gioielle-
ria” ed oramai il padre della
pralina
diventa il le-
ader incontrastato nel mondo della cioccolateria.
I punti vendita sono oramai più di mille suddivisi
in 50 paesi diversi, ma rimane uno dei pochi che
produce ancora nei laboratori di Bruxelles.
Se a Bruxelles è la nata la
pralina
, Parigi ha dato
il nome a questo grazioso, ricercato e dolce boc-
concino. A Montargis, nel 1671, il capo-cuoco del
conte di Plessis-Prasline, Clément Jaluzot, duran-
te uno dei tanti banchetti che venivano orga-
nizzati dal conte, inavvertitamente fece ca-
dere una noce nello zucchero fuso. Il conte
ne rimase entusiasta tanto che gli diede il
suo nome: “
Prasline
” e, successivamente lo
ordinò come dolce per tutti i futuri banchetti.
Successivamente il nome di questo dolce si
trasformò in “
Praline francese
”, che al con-
trario di quella “belga”, era una caramella
al cui interno c’era una mandorla (o noc-
ciola) ed esternamente era ricoperta da
zucchero solidificato. Con il termine “
praline
” (in
Belgio o in Francia) o “
pralina
” (in Italia), oggi si
può far riferimento ad un vasto e forse più cono-
sciuto assortimento di cioccolatini nelle più svaria-
te forme, composizioni, realizzazioni, ecc., che in
ogni caso vengono definiti come dei prodotti della
dimensione di un “boccone”.
Diamo quindi una classificazione più omogenea a
queste specialità.
Algerini
: praline di burro di ca-
cao con copertura di mandorle e datteri.
Alpini
:
praline realizzate con cioccolato amaro e liquore,
prendono il nome nel 1922 quando Antonio Peyra-
no li fece assaggiare agli alpini nella vicina caser-
ma, che vennero apprezzati al primo assaggio.
Ara-
belle
: praline create con arance candite, gianduja,
cioccolato al latte e confettura di ciliegie.
Baci
: i fa-
mosissimi prodotti della Perugina, apprezzati per
il suo sapore, per i suoi significati romantici e per
il foglietto che contiene frasi d’amore in ognuno di
essi. Questi cioccolatini sono realizzati con ciocco-
lato e nocciole frantumate, ed una nocciola intera
alla loro sommità.
Boeri
: questi cioccolatini, chia-
mati anche preferiti, sono composti da uno speso
involucro di cioccolato fondente, che racchiude un
ripieno di ciliegia sotto spirito al liquore. I famosi
Mon Chéri
, creati dalla Ferrero, sono una rivisi-
tazione della ricetta classica del boero.
Brasiliani
:
praline al cioccolato grattugiato con caffè e man-
dorle
Conchiglie
: il guscio di questi cioccolatini è
finemente modellato e racchiude un cuore ripieno
che può contenere vari gusti, tra cui ad esempio il
pistacchio.
Cremini
: la peculiarità di questi cioc-
colatini sta nella loro composizione a strati sovrap-
posti: uno a base di cioccolato e burro di cacao,
alternato ad uno a base di crema con zucchero e
mandorle, ecc.
Dragée
: sono confetti realizzati
partendo da frutta secca (mandorle, nocciole, pi-
stacchi, ecc.) ricoperta di cioccolato.
Gianduiotti
:
cacao, zucchero, vaniglia, nocciole tostate tritate,
danno vita al famoso cioccolatino piemontese.
LA PRALINA
Gianni Strovegli
Sommelier
La storica cioccolateria
Neahaus di Bruxelles, Belgio
Jean Neuhaus Jr.
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