Sommeliers Marche Magazine 59 - page 22

Esplorare il mondo dei vini senza solfiti aggiunti
non è un compito facile. Numerose sono le que-
stioni tecniche da prendere in esame quando si
produce vino sia in campagna sia in cantina. È do-
veroso, tuttavia, conoscere tutti questi aspetti per
avvicinarsi in modo puntuale al calice e a quelle
sfumature che rendono unico ogni vino. Proprio
per questo Sabato 12 Novembre 2022 si è svolto un
approfondimento sui “Vini bio-logici senza solfiti
aggiunti”, dedicato ai membri della Commissione
di degustazione regionale dell’AIS Marche.
Un’occasione per formarsi e crescere, realizzata
con la disponibilità dell’enologo Giuliano D’Ignazi
e resa possibile grazie all’impegno del Sommelier
Fabio Valentini, Degustatore Ufficiale e referen-
te della Commissione di degustazione regionale.
A Montecarotto i degustatori, ospiti dell’azienda
Moncaro, hanno avuto la possibilità di osservare
quanto la presenza di anidride solforosa influenzi
in maniera decisiva la produzione del vino.
D’Ignazi ha accompagnato i degustatori presenti
alla scoperta di tecniche e soluzioni innovative fina-
lizzate a ridurre i tenori di questo antimicrobico ed
antiossidante: dalle sperimentazioni in vigneto con
acqua ozonata per il controllo della microflora indi-
gena, al trattamento delle uve appena raccolte con
basse temperature, ozono (in fase sperimentale) e
anidride carbonica, fino alle pratiche per contenere
le sostanze ossidabili nei vini bianchi o all’utilizzo
di ceppi di lieviti autoctoni opportunamente isola-
ti. Numerosi gli aspetti analizzati grazie alle com-
petenze dell’enologo e all’esperienza maturata dalla
storica azienda Moncaro, da sempre un importante
avamposto di sperimentazione e innovazione vitivi-
nicola a livello marchigiano. Non è un caso, quindi,
che il marchio compaia tra i partner del progetto
Vitinnova
(vitinnova.it) o tra le aziende che
aderiscono al
Wine Research Team
(wine-
researchteam.com) di Riccardo Cotarella.
Tutto per sperimentare e condividere so-
luzioni efficienti e sostenibili in campagna
così come in cantina, per ottenere vini di
grande qualità senza solfiti aggiunti.
All’approfondimento teorico è seguito l’assaggio.
Sono stati presentati l’Atavico Verdicchio dei Ca-
stelli di Jesi DOC Classico Superiore biologico –
senza solfiti aggiunti (annate 2022, 2021 e 2020) e
l’Atavico Piceno DOC Superiore biologico – senza
solfiti aggiunti (vendemmia 2018 e 2017). Infine,
viste le sperimentazioni svolte per ridurre i quan-
titativi di rame in vigna impiegando sostanze al-
ternative (come il chitosano), interessante è stato
l’assaggio comparato di tre campioni di Monte-
pulciano dell’annata 2020. Sono stati proposti:
un vino ottenuto con l’utilizzo di rame, uno con
solo l’impiego di chitosano e uno realizzato senza
né rame né chitosano. Le degustazioni hanno evi-
denziato puntuali diversità. Differenze che devono
essere esaminate per completare gli studi su un
rinnovamento produttivo che parla di sostenibilità
e benessere del consumatore.
Il compito di questo ambizioso progetto, però, non
è solo quello di consegnare al mercato etichette che
possano rispondere alle esigenze di uno specifico
pubblico, ma anche quello di maturare procedure e
metodi che permettano un approccio più consape-
vole su tutto il resto della produzione. Se, come af-
ferma l’economista EnricoMoretti, le idee migliori,
le innovazioni e i cambiamenti nascono in ambien-
ti fecondi, in contesti umani e sociali animati da
creatività e ingegnosità, ci si auspica che la scintil-
la accesa da questi progetti alimenti sul territorio
azioni produttive sempre più responsabili, quanto
mai necessarie oggi per salvaguardare le nostre ra-
dici e costruire un sano e sostenibile futuro.
LA RISPOSTA DI D’IGNAZI, ENOLOGO MONCARO
VINO SENZA SOLFITI?
Gianluigi Garattoni
Sommelier
Doriano Marchetti (sinistra) e Giuliano D’Ignazi
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