Sommeliers Marche Magazine 61 - page 22

Uva Moscato Bianco
L’Isola di Ortigia,
Siracusa
Il moscato bianco appartiene alla grande fami-
glia dei Moscati, che comprende un’ampia varie-
tà di uve a bacca bianca e nera. È questo uno dei
più antichi vitigni a bacca bianca importato dalla
Grecia intorno al II secolo a.C., conosciuto in lo-
co anche come moscatella e un po' impropriamen-
te come moscato giallo, vista la differenza ampelo-
grafica. È famoso per la sua versatilità, utilizzato
per produrre un’ampia varietà di vini, compresi gli
spumanti, i vini liquorosi e quelli dolci di cui trat-
tiamo in queste note.
Oltre che in Sicilia, lo ritroviamo in altre regioni
d’Italia, quali l’Abruzzo, il Piemonte, la Valle d’A-
osta ed altre, e anche in alcune Nazioni europee,
magari conosciuto con nomi diversi, quali la Fran-
cia, la Spagna e la Germania. Ma è nei luoghi caldi
e soleggiati, tipici del clima mediterraneo, che offre
le sue migliori potenzialità per la produzione di vi-
ni passiti, molto apprezzati dagli intenditori e ide-
ali a fine pasto per accompagnare dolciumi, spe-
cie quelli tipici siciliani, come le paste di mandor-
la, i cannoli alla ricotta o la cassata, ma anche dolci
da forno o biscotti secchi. E il siracusano è zona di
moscati, che ne prediligono i terreni calcarei, i bas-
si livelli di umidità e la buona escursione termi-
ca tipici della zona. Questa vite era conosciu-
ta già dagli antichi greci, che la chiamavano
Anathelicon Moschaton e che ne portarono
alcuni ceppi in Sicilia durante i viaggi di co-
lonizzazione dell’Italia meridionale. Nella pri-
mavera dell’anno 734 o forse 733 a.C., i Corinzi,
in cerca di una nuova patria, arrivarono nel siracu-
sano con dei ceppi di vite, tra cui quella comune-
mente chiamata Biblina, bianca e dolcissima, molto
aromatica, con cui veniva prodotto il vino Biblino.
Successivamente, i romani affinarono e miglioraro-
no la selezione delle viti e i processi di vinificazione.
Il Moscato di Siracusa, vino DOC la cui produzio-
ne è consentita nella provincia di Siracusa, è for-
se il vino più antico d’Italia: è elegante, intenso,
generoso e aromatico e ha conquistato il mondo.
Per secoli, il vino fu l’attività economica di base e
preponderante nel siracusano: nel suo libro “Vino
al vino”, Mario Soldati ne evidenzia la sorprende-
te ed affascinante piacevolezza, anche per via del-
la sua storia. Secondo il celebre storiografo ed eno-
logo Saverio Landolina Nava (1743-1814), è il diret-
to erede del vino “Pollio”, ottenuto dall'uva Biblia
(dai monti Biblini, in Tracia), era così chiamato in
onore di un leggendario re, Pollis, di cui le fonti
parlano come re (basileus) o tiranno di Siracusa in
età arcaica, una figura a metà tra storia e leggen-
da, e dunque le sue origini risalirebbero al VIII-
VII secolo a.C. Altra testimonianza dell’esistenza
di un rinomato vino siracusano è quella dello sto-
rico Hippis di Reggio, vissuto nel V sec. a.C., che in
un frammento recuperato da Ateneo, nel suo Deip-
nosofisti, lo riconduce alla presenza di un gruppo
di abitanti di Argo tra i coloni corinzi fondatori di
Siracusa: Archia, l’ecista, per primo qui lo produs-
se da una varietà di vite che era detta
“eileos”
(tor-
tuosa, che si attorciglia).
DUE VINI DOLCI SICILIANI TRA MITO E STORIA
Moscatodi Siracusa
eMoscatodiNoto
Margherita Mazzantini
Sommelier
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