VELEGGIANDO TRA VINI GRECI SULL’ONDA DEL MITO
Patrizia Zega
Sommelier
Guido Invernizzi
Sommelier
Se d’estate si attende l’alba in spiaggia o al tramon-
to ci si attarda ad osservare come cambia il colo-
re del cielo, ci si accorge di quanto Omero (o chi
per lui) avesse ragione a definire il colore del ma-
re “οἶνοψ”, “colore del vino”: non blu o azzurro, ma
indaco, porpora, violaceo, come il vino appunto.
Con simili (e molte altre) suggestioni
Guido Inver-
nizzi
ha condotto un folto pubblico in un coinvol-
gente percorso di conoscenza teorica e sensoria-
le di alcuni vini greci e ciprioti, nell’ambito di un
evento organizzato da AIS Macerata e svoltosi lo
scorso 2 febbraio.
Il primo sorso è stato quello di
Amalia brut vinta-
ge 2018
(Tenuta Tselepos), un nettare fine e carez-
zevole di rose e agrumi, eppur vivace da uve Mo-
schofilero, vitigno autoctono del Peloponneso, ter-
ra di creature mitologiche orride e mostruose, tea-
tro della maggior parte delle dodici fatiche di Erco-
le ma anche degli amori di Paride ed Elena.
Dalla medesima regione, zona nord-est, e più preci-
samente da Koutsi, località del Comune di Nemea,
il fascino e la forza di
Nemea Driopi Reserve 2019
,
un rosso da uve Aghiorgitiko 100%, dal colore in-
tenso e bella personalità, che cattura con profumi
di frutta matura su un letto di pepe verde ed euca-
lipto, di robusta tenuta su piatti strutturati a base
di carne rossa. Restando sempre nella Grecia con-
tinentale, ma in Macedonia, patria di Alessandro il
Grande,
Xinomavro Naoussa 2016
, che già nel no-
me dichiara il suo uvaggio al 100% da un vitigno
autoctono macedone, austero e piacevole al tempo
stesso, ambasciatore perfetto di un terroir che met-
te a dura prova la vitalità delle piante mentre forgia
la resistenza del lavoro del vignaiolo. Continuando
il viaggio verso sud, sulla direttrice che porta alla
Tessaglia, inquietante terra di leggendarie streghe
e stregonerie, patria dell’eroe più famoso di tutti,
Achille, arriva un vino che si presenta da sé già so-
lo col nome:
Kechribari
ovvero “giada”, tipologia
Retsina, un resinato bianco da vitigno autoctono
Roditis al 100% a cui viene aggiunta resina in fa-
se di fermentazione e successivamente separata, se-
condo una antichissima prassi di vinificazione.
Fin qui i vini “continentali”, ma le vele sono già spie-
gate, pronte a gonfiarsi per raggiungere le splendi-
de Santorini e Creta. Con le caratteristiche case cu-
biche bianche affacciate sul mare, siamo nell’arci-
pelago delle Cicladi, dove una moderna teoria “di-
mostrata” vorrebbe identificare la mitica Atlantide
ma da dove, senza ombra di dubbio, viene l’
Assyrti-
co Santorini Dop 2021
: un vino dall’eleganza snel-
la, floreale, tipica dell’omonimo vitigno autoctono,
prettamente mediterraneo che ben si esprime nei
climi caldi e secchi; enfatizzato dai suoli vulcanici, è
una sorta di Apollo, bello, luminoso, dinamico.
A Creta, invece, si produce il monovarietale Vidia-
no,
Aspros Lagos 2022
: ampia la gamma aromati-
ca (frutta esotica, albicocca, tiglio, note burrose), in
bocca è una vera esplosione del gusto.
Infine Cipro, ultimo porto, con due sorsi:
Vasilis-
sa Vasilikòn
e
Commandaria Teodora Gold Kar-
seras
: ancora vitigni autoctoni 100% di antichissi-
ma tradizione recentemente riscoperti e valorizza-
ti; nel primo il colore giallo oro porta al naso e in
bocca frutta matura, sapidità e grande equilibrio
mentre l’altro si esalta con le note di frutti rossi, ca-
cao e tabacco tipiche delle uve Mavro e la freschez-
za delle Xinisteri.
Un degno approdo per una “navigazione” costel-
lata di tappe inattese epperò evocative di tempi
“antichi”, di giochi e piaceri sempre nuovi. Gra-
zie, dottore!
IL MARE “COLOR DEL VINO”
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