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IL PICOLIT
UN VINO DOLCE DAVVERO AFFASCINANTE
Con l’inizio del nuovo anno, che auguriamo a tutti
Voi pieno di serenità e amicizia, proseguiamo con
la descrizione di un vino dolce particolarmente
apprezzato e proveniente del Friuli Venezia Giulia,
che tanto esprime a livello enogastronomico.
Il picolit è un vitigno a bacca bianca autoctono di
questa bella regione, ed è così chiamato per le ridot-
te dimensioni del suo peduncolo rossicio (
pecòl
o
pi-
còl
nel gergo del luogo): sui suoi grappoli si svilup-
pano pochi acini a causa di un difetto di impolli-
nazione, e questa scarsa quantità di chicchi è causa
della loro particolare dolcezza a maturazione rag-
giunta. Il vino che ne deriva è quindi spiccatamente
dolce e si lascia volentieri affinare in barrique.
Questo vitigno si esprime al meglio in due deno-
minazioni, nella DOCG Colli Orientali del Friuli
Picolit e nella DOC Collio Goriziano. Una prima
testimonianza storica risale al 1682, quando in un
testamento si parla di
“Un caratello di Vino Picco-
lit dolce”
, ma il suo destino è rimanere praticamen-
te sconosciuto fino al ‘700, quando l’agronomo Fa-
bio Asquini, Conte in Fagagna, peraltro astemio,
ne intuisce le potenzialità e lo utilizza per un ve-
ro e proprio progetto commerciale e promozionale
nella seconda metà del secolo: questo vino divenne
apprezzatissimo nelle principali città e corti euro-
pee, persino nello Stato Pontificio, e raggiunse in
breve tempo un prezzo fino a 29 volte più alto de-
gli altri vini dell’epoca, grazie anche alla sua buo-
na conservabilità.
Purtroppo, già all’inizio del secolo successivo, que-
sto vino inizia una lenta decadenza, anche se ne ri-
troviamo tracce in alcuni scritti, citato addirittu-
ra dal toscano Gallesio come unica uva friulana, e
bisogna attenderne la “resurrezione moderna” agli
inizi del XX secolo, quando Giacomo Perusini ne
rifonda l’antica vigna a Rocca Bernarda, cercando
una solazione alla scarsa produttività del vitigno,
che ne inficiava la redditività economica, e propo-
nendo prodotti di elevata qualità, che toccò le corde
degli appassionati e dei giornalisti enogastronomici
dell’epoca. Si legge nel “Vini d’Italia” di Luigi Vero-
nelli:
“Non credo vi sia in Italia vino più nobile di
questo... potrebbe essere orgoglio di tutta la nostra
enologia solo se si riuscisse a stabilizzarne la coltu-
ra e la vinificazione”
. Bisogna però attendere il 2006
per il riconoscimento e l’approvazione del discipli-
nare di produzione della DOCG.
Il picolit ha un grappolo spargolo e rado, a causa
della mancata fecondazione (il suo fiore è ermafro-
dita e il suo polline autosterile), allegagione e quin-
di sviluppo degli acini. Questi piccoli acini, ovali e
dalla buccia giallogrigia e spessa, dai riflessi rossa-
stri ma dorati sulla parte esposta al sole, con una
polpa scarsa, molle e molto dolce, sono particolar-
mente adatti all’appassimento.
La vendemmia è generalmente fatta a mano, a fi-
ne ottobre. L’uva viene posta per almeno un me-
se su graticci in locali ventilati, e più volte sotto-
posta a selezione manuale, al fine di togliere even-
tuali acini che siano nel frattempo ammuffiti o ro-
vinati. Una volta pressata, la fermentazione avvie-
ne solitamente in legno, per terminare spontanea-
mente quando l’inverno si fa più rigido, lasciando
un alto residuo zuccherino. Il vino viene general-
mente affinato in piccole botti di rovere. Ne nasce
uno splendido prodotto dolce ed elegante, di buon
equilibrio e ottima longevità, di colore dorato ten-
dente all’ambrato, con sensazioni aromatiche av-
volgenti di frutta appassita (tra tutta, l’uva passa),
frutta sciroppata, miele, castagne e varie spezie.
Un ventaglio di sensazioni che si fa ricordare! Gra-
devolissima la pulizia finale di bocca.
Suoi abbinamenti di elezione, quando non si vuo-
le consumarlo da solo come vino da meditazio-
ne, per sognare, accompagnati da tutte le piacevoli
sensazioni che si rincorrono ed esplodono in boc-
ca, sono i formaggi erborinati come il Gorgonzo-
la, lo Stilton, il Roquefort, o ancora il Foie Gras,
o il cioccolato fondente, magari accompagnato da
frutta caramellata e secca. Picolit vino d’amore!
Margherita Mazzantini
Sommelier
Colli di Spessa, Cividale del Friuli,
Azienda Agricola Zorzettig