Sommeliers Marche Magazine 64 - page 30

Gualberto Compagnucci
Silvano Strologo e
sua moglie Catia
LA CHAMPAGNATA 2024
CON DUE GRANDI CHAMPAGNE
Organizzata ormai da anni da Silvano Strologo
e me relatore che accompagna gli ospiti nella de-
gustazione anche quest’anno la Champagnata si è
svolta nel mese di luglio sulle terrazze a mare del
Fortino Napoleonico di Portonovo al Conero. Se-
guita da un’ottima cena abbinata in parte agli spu-
manti di Strologo Dal Nero e il rosato Pink e poi
ancora ai due fantastici Champagne la serata è sta-
ta come al solito molto apprezzata dai più di set-
tanta partecipanti.
Giunti appositamente dalla Francia per l’occasio-
ne i due Champagne hanno sbalordito soprattutto
per la loro grande finezza. I formati erano divisi fra
Jeroboam e Matusalem per cui ancora più concen-
trate tutte le loro qualità e caratteristiche visto che
si trattava di Blanc de Blancs.
Dalla Maison Herbelet, prodotto nel villaggio di
Oger sito nella Côte de Blancs, il Jeroboam 100%
Chardonnay brut nature millesime 2012 Grand
Cru ci ha ammaliati con il finissimo perlage e i suoi
bei burrosi profumi di pan brioches e pasticceria
secca che lasciavano poi spazio a delicati sentori
fruttati, esprimendosi ancora con buona sapidità e
il tutto in perfetto equilibrio tra freschezza e per-
cettibile morbidezza che dava quasi un senso di ro-
tondità, sensazione questa difficile da trovare negli
spumanti. È ovvio quindi che il contenitore di 3 li-
tri Jeroboam abbia fatto la sua giusta parte. I 14 an-
ni di affinamento evolve poi il vino in modo molto
superiore nelle grandi bottiglie rispetto alle classi-
che, basti vedere già la differenza tra quella stan-
dard e una magnum. Per quanto riguarda poi il
territorio la Côte des Blancs con i suoi 6 villaggi
Grand Cru cioè Chouilly, Oger, Mesnil sur Oger,
Cramant, Avize e Oiry e ancora i 9 Premier Cru
è la più specializzata nella quasi totale produ-
zione del vitigno chardonnay rispetto a tutti i 17
Grand Cru di tutta la Champagne.
Il secondo è stato il Matusalem da 6 litri, cioè
l’altro Blanc de Blancs brut Cuvée du Mélom-
ane Grand Cru della Maison Herbert Beaufort
prodotto in questo caso nel villaggio di Bouzy lo-
cato a sud est della montagna di Reims e poco più
a nord di Épernay. Pensate che la famiglia produ-
ce vino sin dal 1599, quindi già prima dell’avven-
to di Dom Perignon. Qui alla vista di si “tanta ro-
ba” gli ospiti sono andati in estasi con conseguente
lungo applauso; ancor più l’entusiasmo è aumen-
tato quando hanno accostato il calice al naso e in
bocca. Una vera quintessenza dove il perfetto equi-
librio di tutti gli elementi a loro volta si esaltava-
no con meravigliosa eleganza. Anche qui il perla-
ge, elemento fra i più dominanti in uno Champa-
gne era così fine da rendersi quasi impercettibile
ma con maggior attenzione si vedevano le catenelle
librarsi con lunga persistenza. Tornando ai produt-
tori ambedue le Maison sono dei RM cioè Récolt-
ant Manipulant, quindi piccoli produttori che uti-
lizzano solo uve di proprietà. Buon successo e con-
sensi hanno ricevuto anche le bollicine Strologo.
I piatti abbinati
– Aperitivo iniziale con gli spu-
manti Strologo, Tartare di Tonno e midollo di
Manzo, Seppie arrosto con il suo nero e Scampi,
Risotto con Scampi e la sua Bisque e salsa all’aglio
nero, Pescatrice in porchetta e Cips. Fuori abbina-
mento come dessert Mousse di Cocco con cuore ai
frutti di bosco e copertura di cioccolato.
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