Sommeliers Marche Magazine 64 - page 25

Zona di produzione
del Nero d’Avola
la possibilità di acquistare presso i vivaisti lo-
cali materiale certificato, per poter poi utiliz-
zarlo nell’impianto dei nuovi vigneti. Tra i 131
nuovi cloni individuati, ben 73 appartengo-
no al Nero D’Avola
».
In funzione della sua antica origine e dell’e-
levata superficie su cui è coltivato presenta
una significativa variabilità intravarietale a ca-
rico soprattutto degli aspetti morfologici e com-
positivi delle uve. Questa è stata valutata per tutti i
diversi aspetti utilizzati per la fenotipizzazione del-
la varietà permettendo così di definire quattro bio-
tipi che si caratterizzano sia per aspetti morfologi-
ci, in special modo forma e dimensione del grap-
polo, sia per quelli agronomici ed enologici. Questi
quattro biotipi sono identificati come A, individua-
to nell’area della Sicilia centro-meridionale, il bio-
tipo B quello maggiormente diffuso sul territorio
isolano ma identificato nella Sicilia occidentale, il
biotipo B1 proveniente dall’area viticola della Sici-
lia sud-orientale, il biotipo B2, molto simile al B1.
Il Biotipo A
–
chiariscono dal Consorzio
–
presen-
ta un grappolo cilindrico allungato e un acino me-
dio; il vino è di colore rubino carico ed è caratte-
rizzato dalle note di fragola e ciliegia, speziato (pe-
pe nero), con leggere note balsamiche a cui si ag-
giungono quelle di mallo di noce, al gusto eviden-
zia una buona struttura, equilibrata acidità, buona
dotazione di tannini morbidi, che contribuiscono a
conferire lunga persistenza in bocca. Si presta bene
all’ottenimento di vini ricchi e complessi, ideali per
gli affinamenti. Trattasi del biotipo potenzialmen-
te più alcolico, col miglior rapporto zuccheri-aci-
dità e con la maggiore concentrazione in polifeno-
li. Questo in tutti gli ambienti dove le condizioni
di luminosità ed escursione termica si dimostra-
no elementi favorevoli alla sintesi di questi com-
posti. Vanta inoltre maggior peso medio dell’a-
cino e del grappolo con un vantaggioso nume-
ro di grappoli.
Il Biotipo B presenta un grappolo di dimensioni
medio grandi, tendenzialmente compatto, ferti-
lità dei germogli media, fornisce buone e costan-
ti produzioni; vino di media alcolicità si presta al-
la produzione di vini tendenzialmente più leggeri e
facili da bere, che possiedono un profilo aromatico
più fresco e un corpo meno pesante, da consumar-
si preferibilmente dopo brevi affinamenti. Appare il
meno ricco in composti fenolici, pur avendo l’acino
che pesa meno e un peso medio del grappolo basso.
Il Biotipo B1 presenta un grappolo cilindrico semi
compatto di medie dimensioni; il vino dall’aroma
fine e delicato, ricco di colore presenta un’elevata
struttura alcolica, una buona acidità e alti tannini,
adatto alla produzione di vini di medio lungo affi-
namento anche in legno.
Il Biotipo B2 presenta un grappolo medio, conico
molto compatto. Di fatto, questi due ultimi si somi-
gliano e presentano minor tenore alcolico di B ma
maggior concentrazione di polifenoli.
La vendemmia 2024 in Sicilia è cominciata prima
del previsto. La riduzione è stata significativa. I da-
ti parlano di un calo del 20%, che sommato alla ri-
duzione dello scorso anno ha portato a una flessio-
ne del 55%. In molte aree si è rivelato fondamen-
tale l’uso dell’acqua di laghetti aziendali e di poz-
zi come pure di tecniche agronomiche per limitare
gli effetti del clima. «
Abbiamo vissuto sicuramen-
te un’annata anomala
– spiega Filippo Buttafuoco,
agronomo –
in Sicilia di solito piovono mediamente
500-600 mm di pioggia in un anno, mentre dall’au-
tunno scorso sino ad oggi sono caduti 250 mm di
pioggia. Nel 2023 i vigneti già venivano da un perio-
do di stress e di grande caldo, purtroppo nemmeno
durante quest’anno hanno avuto modo di recupera-
re. Dunque, tutto il processo di sviluppo dei nuovi
frutti è avvenuto con anticipo, a partire dalla gem-
mazione e dalla fioritura che sono state anticipate
di due settimane. Le rese da inizio vendemmia so-
no state molto basse, con perdite notevoli. Sul fron-
te della qualità invece abbiamo una qualità altissi-
ma, l’uva è sana, matura e vini si prevedono spetta-
colari
».
«In gran parte della Sicilia –
conclude Ales-
sio Planeta, componente del CdA della DOC Sicilia
– le condizioni dei vigneti prima della vendemmia
avevano già lasciato presagire un calo nella produ-
zione di uve: questo a causa dell’inverno poco pio-
voso e relativamente caldo e una primavera fredda
e ventosa. Le piogge attese non sono mai arrivate:
questo fattore e una lunga estate ci ha fatto anti-
cipare la vendemmia di circa 10 giorni. I risultati
della raccolta variano notevolmente da est a ovest:
mentre nella parte occidentale il calo è più marca-
to, nell’area orientale e, soprattutto, nel nord, i livel-
li di raccolta si avvicinano a quelli dell’anno scorso.
La riduzione della quantità, però, ha portato con sé
un notevole incremento della qualità. Quest’anno,
stiamo assistendo a risultati sorprendenti, con pic-
chi di eccellenza, specialmente per varietà come il
Nero d’Avola, il Grillo ed il Frappato».
Palermo
Trapani
Agrigento
Caltanissetta
Enna
Ragusa
Siracusa
Messina
Catania
25
1...,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24 26,27,28,29,30,31,32,33,34,35,...40
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