Sommeliers Marche Magazine 64 - page 21

vengono trattati i 2/3 dell’intera produzione nazio-
nale (circa 500/600 quintali di tartufo di tutti i tipi).
Il mercato è internazionale e i paesi che maggior-
mente apprezzano il prodotto sono Germania, che
è il più importante consumatore europeo, Belgio,
Olanda, Francia (a sua volta grande produttrice di
tartufo nero nel Midi), Stati Uniti e Canada.
Il primato di Acqualagna parte da lontano, è del
1890, infatti, un bando della Giunta comunale ri-
guardante l’acquisto di una bilancia per la pe-
sa pubblica dei tartufi da affidare ad un pubblico
pesatore. Ai giorni nostri i mezzi per conoscere il
prezzo del tartufo sono cambiati e basta digitare
su qualsiasi motore di ricerca le parole “borsa del
tartufo Acqualagna” per avere in tempo reale tut-
te le quotazioni e la possibilità di acquistare in rete
qualsiasi pezzatura di tartufo. Per onestà intellet-
tuale va detto che, non solo ad Acqualagna, ma in
tutto il territorio, per un raggio di 30-40 chilome-
tri verso l’interno, la cerca e la raccolta sono attivi-
tà molto sviluppate tanto da trovare almeno altre
quattro fiere dedicate al tartufo.
Acqualagna, però, non è solo tartufi ed enogastro-
nomia, è anche cultura con musei, aree storiche,
archeologiche e riserve naturali. Il museo più ori-
ginale è, probabilmente, quello del tartufo che “na-
sce per tutelare, trasmettere e valorizzare il denso
sistema di relazioni antropologiche, sociali e cultu-
rali di un prodotto della terra d’eccellenza, così mi-
sterioso, così antico e così prezioso”, è organizzato
in tre sezioni che sono: Scoperta, Iniziazione e Ra-
rità. Da non perdere, poi, una visita alla casa nata-
le di Enrico Mattei, fondatore e presidente di ENI,
che rappresenta il primo museo multimediale in
Italia dedicato al grande manager.
E la rivalità con Alba di cui si parlava all’inizio?
In realtà da anni tra questi due importanti poli del
tartufo è attiva una proficua collaborazione, dai to-
ni discreti, che va oltre ogni campanilismo.
In chiusura voglio rispondere alla domanda che
spesso mi sento rivolgere: “che vino si abbina al
tartufo?”. La risposta è: “dipende”, dipende dal ti-
po di preparazione, un conto è un crostino e un
conto è un tournedos Rossini, le qualità imprescin-
dibili che dovrà avere il vino saranno una spicca-
ta intensità e persistenza gusto olfattiva in concor-
danza con la marcata e persistente aromaticità del
tartufo (AIS docet), cin cin!
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