Quando “Zefiro torna e il bel tempo rimena”, come
recita il Tasso, il nostro olfatto è letteralmente bom-
bardato da effluvi odorosi di ogni genere: esplosio-
ni di ginestre, nuvole di asfodeli, di primule setose
e ranuncoli dorati, di narcisi, bucaneve, iris, gigli...
C’è di che farsi venire un capogiro!
Ma se tutti siamo avvezzi a godere della bellezza dei
colori e del profumo dei fiori, quanti si sono mai
chiesti che sapore abbiano e se a tanta bellezza cor-
risponda un pari gusto?
Fin dall’antichità gli esseri umani hanno usato i fio-
ri in cucina, e senza distinzione geografica di sorta:
in Europa ricette gastronomiche con fiori sono sta-
te trasmesse in libri di cucina risalenti al Medioevo;
i nativi americani e i primi “immigrati” nel Nuo-
vo Mondo erano accomunati dal consumo di fiori
commestibili. In effetti, fermo restando che alcuni
fiori fanno abitualmente parte delle nostre abitudi-
ni alimentari (fiori di zucca, carciofi) a tutt’oggi il
problema principale è proprio quello della edibili-
tà delle varie specie; e comunque, anche in tal caso,
dovrebbero provenire da colture sicuramente esen-
ti da trattamenti chimici o, come è ormai in uso
dire, “biologiche”, senza dimenticarsi, infi-
ne, che nella maggior parte dei casi
(rose e tulipani, ad esempio)
sono da utilizzare i soli petali. Ma immaginiamo
per un attimo di trovarci seduti al tavolo di un ipo-
tetico ristorante che proponga solo piatti preparati
con i fiori: cosa si potrebbe leggere nelle pagine del
menu? Proviamo a costruire una situazione-tipo.
Accolti con un bel white russian, molto “glamour”,
con cubetti di ghiaccio contenenti margherite, un
disinvolto ma inappuntabile cameriere ci guida al-
la scoperta delle preparazioni dello chef della casa
con dovizia di particolari, dispensando consigli e
suggerimenti in merito alla nostra scelta.
“Come ouverture, delicate tartine con crema di ro-
sa ottenuta utilizzando oltre ai petali del fiore an-
che la sua ‘acqua’; oppure coreografici tramezzini
di margherite e crisantemi, molto delicati, adatti a
predisporre la mente e il palato a successive, odo-
rose delizie.
Fra pasta e riso non c’è che l’imbarazzo della scelta:
dalle fettuccine ai fiori di zucchina amalgamati con
yogurt bianco e cipolline fresche, passando a sola-
ri spaghetti in salsa di girasole, o ad un romanti-
co risotto ai petali di rosa aggiunti rigorosamente a
fuoco spento; per i fan delle verdure, un avvolgente
minestrone dall’aroma di garofano, peraltro eccel-
lente anche
nel ragù.
PICCOLE DIVAGAZIONI INTORNO
ALL’USO DEI FIORI IN CUCINA
Patrizia Zega
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