Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 14

Allorquando la quadriga di Ares sopravanza lo zodiaco della mite stagione, ancor
prima che i giardini vitati della California strizzino l’occhio all’astro sorgente, la
vecchia torcia di Selene ha già illuminato la sua vestaglia di seta argentea poggia-
ta sulla miriade di petali rosei, che dipingono lo spettacolo dei sakura in fiore nel-
le isole nipponiche. Ed è proprio dalle zone più impervie dell’estremo oriente che
migrarono nelle Americhe, durante l’ultima glaciazione, alcuni dei popoli asiati-
ci antenati dei nativi americani che, ancor oggi, dopo decine di migliaia di anni,
sopravvivono relegati nelle riserve a loro concesse praticando riti millenari e tra-
mandando la loro spiritualità tramite celebri raccolte di citazioni ed aforismi dive-
nute vere e proprie pillole di saggezza anche per il moderno esegeta.
I Nativi, come le vitacee, dall’alba primeva dell’umanità vivono fra Madre Ter-
ra e Padre Cielo, ancorati al suolo natio con radici impossibili da estirpare an-
che per l’uomo bianco dall’egoismo più sfrenato. Lo stesso uomo bianco che, in-
vece, ha saputo riconoscere le nobili caratteristiche
della vite per temperare la sua indomabile sete e de-
liziare i sensi.
Quando la febbre del biondo metallo colpì il mon-
do intero e attirò masse di cacciatori d’oro nell’allo-
ra desolata California, qualche illuminato viticolto-
re europeo ritenne di potersi arricchire in fretta spe-
gnendo l’arsura degli avventurieri, piuttosto che in-
seguire la miglior fortuna setacciando il letto del fiu-
me Sacramento alla ricerca di pepite o scovando fi-
loni auriferi nella Sierra Nevada.
DAL WESTERN SALOON ALLE
CANTINE IPERTECNOLOGICHE
Eva Kottrova, Sommelier
LAVITICOLTURA
CALIFORNIANA
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