Lake County
Regioni vinicole
della California
North Coast
Mendocino
County
Sonoma County
Los Carneros
San Francisco
Napa Valley
Central Coast
Inland Valley
Sierra Foothills
Southern California
California
corso idonee a conseguire punteggi elevati, con uve
selezionate da allevamenti affidati a terzi coscien-
ziosi, che con l’ausilio di abili comunicatori si con-
tendono il mercato dei ricchi collezionisti.
L’odierno polimorfismo californiano tuttavia è di
facile, facilissima comprensione poiché gli ameri-
cani privilegiano le varietà internazionali, o forse
più convenienti da sfruttare anche per il neofita vi-
gnaiolo e ovvie da decifrare anche per il consuma-
tore poco avvezzo alla materia. Stesso Chardon-
nay speziato e strutturato più spesso dal legno che
dal terroir, con la freschezza che il più delle volte
sussiste solo nell’immaginazione, nonostan-
te la presenza delle immediate correnti
oceaniche che mitigano regolarmente il
clima marittimo del Pacifico. Anche per
l’onnipresente e inconfondibile Cabernet
Sauvignon, gradito da ogni assaggiatore
dal palato indulgente e di poche pretese ri-
guardo alla latitudine di provenienza, val-
gono le medesime considerazioni.
Dalla Sicilia all’Ungheria, dall’Australia al Suda-
frica il forte aroma di ribes e la vena erbacea rivela-
no immediatamente la sua identità, mentre il pepe
e il cuoio, in primis, sono ancora i segnali indelebi-
li che il passaggio nel legno è una consuetudine in-
tima, difficile da abbandonare.
L’endemico e versatile Zinfandel, generoso e poten-
te succo da taglio, conosciuto con il sinonimo pri-
mitivo delle Puglie, adottato volentieri negli
Sta-
tes
anche nella popolare versione rosacea di pronta
beva chiamata
White Zinfandel
, è il vino preferito
dall’americano medio per barbecue all’aria aperta
e spilluzzicare bocconi di cibo.
La Contea di Sonoma ospita anche milleseicen-
to ettari di tenute dell’impero E&J Gallo. Er-
nest e Julio, giovani imprenditori, anche essi
figli di emigranti italiani, nel 1933 avviarono
un’attività fiorente azzardando la produzione
di 700 mila litri di vino dolce, indebitando-
si e con macchinari presi in prestito. Oggi la
produzione della E&J GalloWinery, azienda
vinicola più importante al mondo, ammon-
ta a quasi otto milioni di bottiglie ogni anno
comprendendo vini dai più semplici da ta-
vola ai vini di lignaggio, rari e dispendiosi.
Chardonnay, Merlot, Syrah, Pinot Noir e
certamente Cabernet Sauvignon della Napa
Valley, griffati da guru di fama planetaria assoldati
da facoltosi imprenditori, sempre più spesso com-
petono con i fuoriclasse mondiali.
Fa da contraltare allo sfavillio di luci, Sonoma Val-
ley, culla della cultura enologica Californiana, che
conserva intonso il fascino dell’epopea trascorsa
quando
buckaroos
e avventurieri affollavano i
sa-
loon
in legno grezzo spesso trafitto da proiettili va-
ganti dei pistoleri e gli osti mescevano vino, pin-
te di birra e galloni di Acqua di Fuoco, nel men-
tre a Napa pascolavano ancora le mandrie di be-
stiame. Nonostante vari bijoux d’autore che profu-
mano di business, quando il magnifico sistema di
comunicazione sposerà una vitivinicoltura basata
sull’amorevole ricerca del difficile e delicato equili-
brio fra cultivar e valenza del terroir, piuttosto che
sull’utilizzo di legni dal corpo e dall’aroma pro-
nunciati, anche l’America potrà regalare al mondo
tante altre opere meravigliose che brilleranno di
luce propria spiccando nel dilagante conformismo.
Nel frattempo si può rimanere inermi a subire gli
scandalosi punteggi attribuiti agli esemplari da
parata o reagire con veemenza per i benefit goduti
dalle amichevoli congreghe, che incassano milio-
ni di dollari ogni anno, senza alcun riguardo verso
chi da sempre è impegnato a creare capolavori irri-
petibili altrove per condizioni culturali e per patri-
monio ampelografico unico.
La cantina Beringer,
Napa Valley (foto a lato)
La tipica nebbia
della Napa Valley
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