Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 18

Lake County
Regioni vinicole
della California
North Coast
Mendocino
County
Sonoma County
Los Carneros
San Francisco
Napa Valley
Central Coast
Inland Valley
Sierra Foothills
Southern California
California
corso idonee a conseguire punteggi elevati, con uve
selezionate da allevamenti affidati a terzi coscien-
ziosi, che con l’ausilio di abili comunicatori si con-
tendono il mercato dei ricchi collezionisti.
L’odierno polimorfismo californiano tuttavia è di
facile, facilissima comprensione poiché gli ameri-
cani privilegiano le varietà internazionali, o forse
più convenienti da sfruttare anche per il neofita vi-
gnaiolo e ovvie da decifrare anche per il consuma-
tore poco avvezzo alla materia. Stesso Chardon-
nay speziato e strutturato più spesso dal legno che
dal terroir, con la freschezza che il più delle volte
sussiste solo nell’immaginazione, nonostan-
te la presenza delle immediate correnti
oceaniche che mitigano regolarmente il
clima marittimo del Pacifico. Anche per
l’onnipresente e inconfondibile Cabernet
Sauvignon, gradito da ogni assaggiatore
dal palato indulgente e di poche pretese ri-
guardo alla latitudine di provenienza, val-
gono le medesime considerazioni.
Dalla Sicilia all’Ungheria, dall’Australia al Suda-
frica il forte aroma di ribes e la vena erbacea rivela-
no immediatamente la sua identità, mentre il pepe
e il cuoio, in primis, sono ancora i segnali indelebi-
li che il passaggio nel legno è una consuetudine in-
tima, difficile da abbandonare.
L’endemico e versatile Zinfandel, generoso e poten-
te succo da taglio, conosciuto con il sinonimo pri-
mitivo delle Puglie, adottato volentieri negli
Sta-
tes
anche nella popolare versione rosacea di pronta
beva chiamata
White Zinfandel
, è il vino preferito
dall’americano medio per barbecue all’aria aperta
e spilluzzicare bocconi di cibo.
La Contea di Sonoma ospita anche milleseicen-
to ettari di tenute dell’impero E&J Gallo. Er-
nest e Julio, giovani imprenditori, anche essi
figli di emigranti italiani, nel 1933 avviarono
un’attività fiorente azzardando la produzione
di 700 mila litri di vino dolce, indebitando-
si e con macchinari presi in prestito. Oggi la
produzione della E&J GalloWinery, azienda
vinicola più importante al mondo, ammon-
ta a quasi otto milioni di bottiglie ogni anno
comprendendo vini dai più semplici da ta-
vola ai vini di lignaggio, rari e dispendiosi.
Chardonnay, Merlot, Syrah, Pinot Noir e
certamente Cabernet Sauvignon della Napa
Valley, griffati da guru di fama planetaria assoldati
da facoltosi imprenditori, sempre più spesso com-
petono con i fuoriclasse mondiali.
Fa da contraltare allo sfavillio di luci, Sonoma Val-
ley, culla della cultura enologica Californiana, che
conserva intonso il fascino dell’epopea trascorsa
quando
buckaroos
e avventurieri affollavano i
sa-
loon
in legno grezzo spesso trafitto da proiettili va-
ganti dei pistoleri e gli osti mescevano vino, pin-
te di birra e galloni di Acqua di Fuoco, nel men-
tre a Napa pascolavano ancora le mandrie di be-
stiame. Nonostante vari bijoux d’autore che profu-
mano di business, quando il magnifico sistema di
comunicazione sposerà una vitivinicoltura basata
sull’amorevole ricerca del difficile e delicato equili-
brio fra cultivar e valenza del terroir, piuttosto che
sull’utilizzo di legni dal corpo e dall’aroma pro-
nunciati, anche l’America potrà regalare al mondo
tante altre opere meravigliose che brilleranno di
luce propria spiccando nel dilagante conformismo.
Nel frattempo si può rimanere inermi a subire gli
scandalosi punteggi attribuiti agli esemplari da
parata o reagire con veemenza per i benefit goduti
dalle amichevoli congreghe, che incassano milio-
ni di dollari ogni anno, senza alcun riguardo verso
chi da sempre è impegnato a creare capolavori irri-
petibili altrove per condizioni culturali e per patri-
monio ampelografico unico.
La cantina Beringer,
Napa Valley (foto a lato)
La tipica nebbia
della Napa Valley
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