Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 23

Il ruolo chiave è svolto dal professore di chimi-
ca Antonio Carpené il quale in seguito fonderà la
Scuola Enologica, diventando il capostipite, assie-
me al suo socio Angelo Malvolti, di una tradizione
imprenditoriale indissolubilmente legata all’attività
spumantistica. La necessità di ulteriori sperimenta-
zioni scientifiche fa si che nel 1923 viene inaugurata
la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia,
unica a livello nazionale nel suo genere.
Il 7 giugno del 1962 nasce il consorzio di tutela del
vino Conegliano e Valdobbiadene Prosecco get-
tando così i principi fondamentali di uno tra i più
importanti poli spumantistici.
Fino al 2009 Prosecco è stato anche il nome della
varietà di uva, un vino quindi diventato famoso
con il nome del vitigno e molte sono state le imita-
zioni soprattutto in Germania e Austria non dan-
do garanzia al consumatore che gli unici vini che
possono riportare in etichetta “Prosecco” proven-
gono solo dal nord-est d’Italia.
Con l’ottenimento della DOCG si è concluso il per-
corso che lega il nome del vino a quello del terri-
torio riconoscendo esclusivamente quei 15 comuni
collinari storici, tra Conegliano e Valdobbiadene,
come la migliore espressione del Prosecco, vino a
denominazione di origine prodotto con una va-
rietà autoctona di uva semi- aromatica chiamata
Glera. Questo traguardo fondamentale è stato rag-
giunto grazie ai produttori e alle istituzioni di tutte
le nove provincie del Veneto e del Friuli Venezia
Giulia, grazie anche alla presenza di Prosecco, una
località vicina a Trieste da dove sembra abbia avuto
le sue origini il vitigno.
Così nel nuovo assetto le DOC stori-
che diventano DOCG e le troviamo
al vertice della piramide qualitativa
con il nome di Conegliano Valdob-
biadene Prosecco, Colli Asolani Pro-
secco, Colli di Conegliano e la DOC
costituita dalle provincie di Treviso,
Belluno, Venezia, Padova, Vicenza,
Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia.
Le colline dei comuni che ricadono nel-
la DOCG hanno un contesto originale e
unico per le caratteristiche dei suoli di
tipo sabbioso-argilloso di origine mo-
renica, qui si parla di vigneti eroici
per la natura dei terreni spesso scoscesi, ripidi e
inaccessibili ai mezzi meccanici.
Di microclima, le temperature medie sono più bas-
se per l’aria fresca che arriva dalle prealpi, escur-
sioni termiche più elevate, concentrazioni più alte
di zuccheri e acidità così l’uva di queste colline
dona ai vini una qualità contraddistinta da spicca-
te note floreali, frutta matura e agrumi.
La vite si concentra sui versanti esposti a Sud per
la maggior parte coltivati a Glera ma anche con
piccole aree di Bianchetta, Perera e Verdiso varietà
tradizionali che oggi sono state sapientemente re-
cuperate diventando fondamentali in alcune anna-
te per mantenere l’equilibrio organolettico del vino.
Il Verdiso viene impiegato per sostenere l’acidità
complessiva, la Perera per aumentare la complessità
aromatica e la freschezza e la Bianchetta che contri-
buisce ad ingentilire il vino conferendo struttura.
Con il riconoscimento della “garantita” viene in-
trodotta nel disciplinare la menzione “Rive”,seguita
dal nome del comune o frazione, termine che nel
dialetto locale sta ad indicare i vigneti posti in
terreni più scoscesi, lavorabili solo manualmente,
La Strada del Prosecco di
Conegliano Valdobbiadene
Grappolo d’uva Prosecco
di Conegliano
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