Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 16

Il 17 gennaio del 1920 fu proclamato il Proibizioni-
smo che durò quattordici anni, inasprito dall’arci-
nota crisi del ‘29 e negli anni successivi da un con-
flitto mondiale sanguinoso.
La ripresa, lunga e irta di insidie, ciononostante
trovò terreno fertile in uno stato giovane e dinami-
co dalle infinite opportunità. In tempi più recenti,
oltre alla costante ricerca della qualità, la comuni-
cazione efficace assunse enorme importanza ai fi-
ni della commercializzazione del prodotto renden-
do necessari investimenti mirati alla costruzione
dell’immagine e all’implementazione di complessi
piani di marketing per assicurarsi obiettivi strate-
gici e profittevoli rispetto ai numerosi competitors
del comparto. Nei sistemi mercantili che mosse-
ro in rapida evoluzione ingenti quantità di prodot-
to, al fine di contrastare la concorrenza altrettanto
agguerrita, la comunicazione appropriata divenne
il vantaggio competitivo per consolidare quote di
mercato acquisite o conquistarne di nuove.
Lo capì bene anche Robert Mondavi, altro amba-
sciatore del vino californiano ed affermato wine-
grower, nato nel 1913 in Virginia da genitori di ori-
gini marchigiane e con studi svolti nella prestigio-
sa Università di Stanford.
Comunicare l’immagine adeguata, ingrediente es-
senziale di strategie di marketing vincenti e inno-
vative, anche oggi come ieri è più che mai la car-
ta vincente di ogni sapiente vignaiolo che pone il
proprio prodotto alla mercé di un mercato fram-
mentato e selettivo, in California come nel resto
del mondo. La straordinaria energia vitale scatu-
rita dalle felici condizioni climatiche della Califor-
nia favorì, inoltre, la condizione mentale e spiri-
tuale per abbattere ogni barriera e proseguire con
esuberanza il cammino tracciato, recependo novi-
tà e tendenze di una nuova America multirazziale.
Di riflesso, la filosofia dal vago sentore olistico di
concepire un’esistenza lieve e senza le gabbie se-
dimentate dai millenni di storia della Vecchia Eu-
ropa, contribuì considerevolmente a far crescere il
settore viticolo fino ad arrivare ai giorni nostri per
accettare le sfide qualitative imposte dalla globaliz-
zazione dei mercati.
Gioielli enoici accuditi amorevolmente come il mi-
tico Opus One oppure il pionieristico Fumè Blanc
da uve sauvignon, accoglienza garbata, organizza-
zione professionale, comunicazione sofisticata e un
pizzico di tradizione consentono di promuovere il
territorio anche con suggestive proposte turistiche
che affondano le radici nella storia passata, come
accade per il Napa Valley Wine Train che riesce ad
attirare milioni di enoappassionati ogni anno e ap-
pagarli pienamente nei sensi, pur consapevoli che
il rituale legato al mondo di bacco è un germoglio
ancora fresco e pieno di sorprese, ma proprio per
questo motivo ancor più affascinante da scoprire,
da vivere e da “esperenziare”.
Il Napa Valley Wine Train, messo in funzione
dall’imprenditore, figlio di emigranti italiani, Vin-
cent De Domenico e dai suoi soci nel 1989 sulla fer-
rovia costruita un secolo e mezzo fa vuole emula-
re il fascino del leggendario Orient Express, acco-
gliendo e conducendo confortevolmente l’ospite
nel cuore della capitale viticola statunitense, che in
brevissimo tempo è divenuta una tra le più famose
e visitate località del vino nel mondo.
I piatti raffinati preparati a bordo del Wine Train
vengono naturalmente accompagnati dalla miglio-
re selezione di vini prodotti nella zona e, chi non
volesse appesantire lo stomaco con filetti di carne
Sonoma Valley
La cantina Robert Mondavi
ad Oakville, California
(foto a lato)
Robert Mondavi Fumè Blanc
Opus One
16
1...,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15 17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,...40
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