Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 22

Troppo spesso capita di sentire chiamare Prosecco
qualsiasi tipo di vino bianco, secco e con le bollici-
ne. A dire il vero a volte anche qualche vino rosato
ha l’onore di essere chiamato con tale appellativo,
basta che sia spumante secco. Ma quello che mag-
giormente crea disagio, a chi cerca in tutti i modi
di divulgare la cultura del vino, è sentire: “ prosec-
chino”. Lasciamo da parte l’irritante “diminutivo”
e concentriamoci sul Prosecco.
La storia ha inizio a Conegliano Valdobbiadene.
Per certo sono stati i romani, più di 2000 anni fa,
ad introdurre la coltivazione della vite dando un
forte impulso alla viticoltura e all’enologia in tutto
il territorio trevigiano.
Qualche secolo più tardi la fama di questi vini ar-
riva fino alla corte di papa Sisto V ed anche l’im-
peratore Federico III di Germania nei suoi scritti
parla della qualità dei vini provenienti dai colli di
Treviso.
I mercanti della serenissima acquistano ingenti
quantità di vino a Conegliano cercando anche di
frenare in ogni modo le esportazioni verso il Cen-
tro Europa con tasse e dazi. Ma in seguito la caduta
di Venezia, condizioni climatiche avverse e varie
dispute nobiliari determinano un periodo di decli-
no e di profonda crisi per la produzione e la vendita.
Nella seconda metà del 1800 il diffondersi della
peronospora e della fillossera arreca grandi danni
alla viticoltura di tutta Europa,queste zone attra-
versano un periodo particolarmente nefasto e a
Conegliano la Società Enologica provinciale, nata
nel 1868, mette a punto il suo primo stabilimento
sperimentale per contrastare con metodi scientifi-
ci l’emergenza fitosanitaria.
DAL NORD-EST D’ITALIA...
Sommelier
Stefania Morbidelli
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