Sommeliers Magazine Marche n. 29 - page 27

Le due chicche di
Incrocio Bruni 54
della Cantina Polenta
Il viticultore
Giancarlo Polenta
L’enologo Giancarlo
Soverchia (foto a lato)
Da Strologo avevo già seguito le evoluzioni del Bru-
ni 54 fin dalla prima vendemmia del
Fior d’Acasia
.
Al primo assaggio mi parve subito interessante per
le sue spiccate note mediterranee, soprattutto flo-
reali, che mi fece scattare l’idea di farlo chiamare
appunto Fior d’Acasia. Nel caso di questo vino tro-
vo imperante le presenza del Verdicchio che fa da
dominatore rispetto al fratello Sauvignon che va-
gamente si fa notare con alcune brevi folate di pe-
sca e di bosso che tendono subito a scomparire.
Al naso si presenta intesso e abbastanza complesso
con i varietali sentori fruttati e vegetali e di mac-
chia mediterranea dove risaltano in fine le acace.
Al gusto è di sostenuta struttura corporea, secco,
morbido e caldo e nelle parti dure freschezza e sa-
pidità si fanno ben sentire. Finezza gustativa, equi-
librio e persistenza non mancano all’appuntamen-
to. Ma con la vendemmia 2010 esordisce quest’an-
no la sua evoluzione. Si chiama
Acasio
, al maschi-
le, seguito in etichetta da elevage
Sur Lie
e pre-
sentato esclusivamente in versione magnum. Per-
sonalmente non ho mai tifato per la barrique sui
bianchi, ma nel caso devo ammettere che il dottor
Soverchia ha realizzato un vero capolavoro: è fan-
tastico! Ed è soprattutto la maturazione sulle fecce
fini che lo rende assolutamente intrigante.
Grande vino l’Incrocio Bruni 54 se ben seguito. E
tutto questo non può farci che gran piacere consi-
derandone le matrici tutte marchigiane. Onore al
merito al dottor Bruni, all’Assam che non lo ha di-
menticato e ai bravi tecnici che lo hanno resusci-
tato, non che ai produttori come Silvano Strologo,
Giancarlo Polenta e ancora i diversi altri che han-
no avuto il coraggio e la lungimiranza di investir-
ci. Garantisco poi che i prezzi franco cantina sono
molto ben abbordabili.
Sulla cimosa della baia di Portonovo al Cone-
ro e quindi ai piedi della frazione Poggio la picco-
la azienda di
Giancarlo Polenta
, affiancata dall’
Agriturismo Accipicchia produce dal 2003 eccel-
lenti Rossi Conero e Conero riserva DOCG.
È veramente una piccola chicca nel panorama viti-
vinicolo della zona e uno dei suoi rossi, il Poy 2008,
è stato celebrato nell’ultimo numero di Bibenda
con i 5 Grappoli. Il suo enologo è sempre Giancarlo
Soverchia che non poteva esimersi quindi di sugge-
rire l’impianto viticolo dell’Incrocio Bruni 54.
Il versante del Poggio è esattamente all’opposto a
quello di Camerano e le differenze si notano. Guar-
da verso Ancona e il respiro del mare sottostante
imprime una grande sapidità alle uve. Anche Gian-
carlo Polenta produce un base di Incrocio Bruni
54,
Eto’s
(nick name di un nipotino) e il barricato
Allos
(anagramma dei nomi dei nipoti) maturato
anch’esso su fecce fini e presentato in bottiglie bor-
dolesi da 750 cl. Polenta quindi ha dedicato le eti-
chette ai suoi giovanissimi nipoti. Al di la di questo
si notano sostanziali differenze da quelli prodotti
nel versante opposto da Strologo. In questi di Po-
lenta emerge di più e si prolunga il Sauvignon.
È sicuramente meglio quindi che esistano delle va-
rianti per non ripetere lo stesso vino. Però è abba-
stanza curioso che le stesse identiche uve di Incro-
cio Bruni 54 producano in modo così diverso ad
una distanza in linea d’aria di massimo 5 chilome-
tri: il vitigno è assolutamente uguale, l’enologo lo
stesso, le barriques idem e la filosofia anche. Ciò
conferma quindi quanto i borgognoni sostengono
da anni sui cru climat: da vigneto a vigneto confi-
nanti il vino cambia. Questione di microclimi, di
geopedologia, di esposizione dei vigneti, di potatu-
re e quant’altro basti a fare la differenza. Sia il base
che il barricato di Polenta esprimono un bellissi-
mo naso semi aromatico e una importante struttu-
ra corporea con un finale di evidente persintenza e
il tutto in perfetto equilibrio e armonia.
Ricapitolando le differenze e nel ripetermi: nello
Strologo vince la struttura del Verdicchio e nel Po-
lenta gli aromi del Sauvignon. Questo ci lascia pen-
sare quanto sia varietale e duttile il vitigno Incrocio
Bruni 54 e chi sa che in un immediato futuro que-
sto non possa dare alla luce anche profumati spu-
manti e setosi, dolci passiti, magari botritizzati.
E comunque ancora un plauso a tutti i protagonisti
per aver riesumato questa bella essenza dell’enolo-
gia marchigiana.
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