L’intera umanità si disseta da duemilioni di anni
con l’acqua: unico liquido indispensabile per so-
pravvivere. Si può rinunciare a tutto ma a questa
sono vincolati tutti gli esseri viventi e sarà così per
sempre. Ma l’uomo ha creato bevande alternative
allo scopo di riceverne soltanto piacere. Quindi
bere per sopravvivere e bere per “edonismo” è ov-
viamente molto diverso; sicuramente un’edonismo
dissimile da quello della scuola cirenaica di Aristip-
po. Se il Vino è considerato la bevanda nobile per
eccellenza viene fregato per anzianità dalla Birra.
Le scritture bibliche fanno risalire il vino a Noè,
quindi al periodo del diluvio universale che sareb-
be avvenuto, secondo ricerche un po’ confuse, circa
settemila anni fa durante la coda dell’ultima sgla-
ciazione. Ma è molto probabile che a cavallo della
mezzaluna fertile la Birra sia nata invece da popo-
lazioni pre sumeriche duemila anni prima del vino.
Fra gli inventori delle bevande alternative dovrem-
mo annoverare il farmacista americano John Pem-
berton che durante la guerra di seccessione elaborò
nel suo laboratorio di Atlanta (Georgia) la formu-
la della Coca Cola. Da tempo questa è la bevanda
analcolica più consumata al mondo e il colosso The
Coca Cola Company è l’Azienda più potente di tut-
to il comparto del food & beverage del pianeta, an-
cor più potenziata con la jointventure McDonald’s.
Nelle bevande alcoliche la sfida è quindi fra Birra e
Vino. Gli irriducibili puristi, estimatori consacrati
al nettare di Bacco vedono la Bionda con occhio un
po’ bieco, o per essere più precisi come acqua colo-
rata, infatti in questa si aggiunge e nel vino no.
Beh, in realtà la Birra è molto di più di un’illazio-
ne. Anzi, possiamo dire che ha delle sfaccettature
alquanto interessanti e complesse con profumi e
sapori del tutto coinvolgenti e apprezzabili.
Personalmente la ritengo così coinvolgente da aver
creato una scheda di degustazione che riguarda so-
prattutto gli abbinamenti, dove possiamo spaziare
a 360 gradi come nel vino.
C’è quindi chi ama sia l’una che l’altra bevanda ge-
stendole in modi e tempi diversi: si va al Wine Bar
a degustare vino, si va al Pub per una buona pinta
di Birra, abbinandola a un Hot Dog, salumi e for-
maggi e... si può scegliere come nel vino un mondo
infinito di etichette e di stili.
Ho avuto modo di approfondirne gli accostamenti
con il cibo anche al Master di Apecchio, attaverso
la scheda di cui sopra e posso dirvi che a prescinde-
re da alcune preparazioni a base di pesce e sul po-
modoro, gli accostamenti con primi piatti, salumi,
formaggi e carni soprattutto bianche e ovviamente
anhe pizze ma che siano sempre senza pomodoro,
gli abbinamenti dicevo sono assolutamente funzio-
nanti ed interessanti.
Addirittura, come ricordo nelle mie lezioni, la Bir-
ra è un ottimo ingrediente di cucina, non solo per
ottenere straordinarie tempùra, ma per elaborare
risotti, paste, polli, conigli, stinchi di maiale brasati
in bianco, verdure e costine di agnello.
Insomma la Birra non è affatto una bevanda bana-
le, ma la straordinaria alternativa a quella nobile.
Basta conoscerla meglio.
Stinchetti di maiale
alla birra dello chef
Alan Compagnucci
di Gualberto Compagnucci
a ognuno la sua
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