Sommeliers Magazine Marche n. 31 - page 14

avere naso
Quando si dice...
VIAGGIO NEL MONDO DEI SENSI
Mmhmm, le donne!!! Sai cosa ti dico… Chi le ha create? Dio deve essere proprio un genio.
I capelli, i capelli sono tutto lo sai? Hai mai affondato il naso in una montagna di capelli sognando di
addormentartici sopra? oh… le labbra? Quando toccano le tue come il primo sorso di vino dopo che hai
attraversato il deserto.
È Al Pacino, in
Profumo di donna
, che pronuncia
queste parole, o meglio Giancarlo Giannini nella
versione italiana, e la potenza sensoriale evocativa
ed emotiva del discorso è magnifica.
La storia è nota: un colonnello dalla forte persona-
lità, con una smisurata passione per le donne, di-
ventato cieco per un gioco pericoloso, passa un ro-
cambolesco week-end in compagnia di un ragazzo
con il quale stabilisce un forte rapporto umano.
L’interpretazione di Al Pacino ha meritato l’Oscar.
Ma perché per il colonnello cieco affondare il naso
in una montagna di capelli è “tutto” e lo era anche
prima di perdere la vista?
La risposta è facile: l’olfatto e il tatto, che sono con-
siderati secondari nella razionale gerarchia cogni-
tiva dei sensi, sono amplificatori straordinari delle
emozioni e ci guidano nelle scelte importanti mol-
to di più di quanto si pensi.
Tutti sanno cosa significa essere sordi, o ciechi, ma
quando si perde l’olfatto... come si dice? L’anosmia
e l’iposmia sono termini poco conosciuti e qua-
si mai utilizzati. In effetti queste patologie sono
meno diffuse ma non meno invalidanti. Se si parla
di vino – e vogliamo descriverlo – l’olfatto e il tatto
monopolizzano quasi interamente la scheda AIS,
lasciando uno spazio stretto, e forse secondario,
alla vista e alle considerazioni finali. Insomma per
un sommelier avere un buon naso è importante.
Ma per tutti è importante avere “fiuto”.
I latini chiamavano sagax chi aveva un odorato
fine, acuto e sottile; sagace è il cane, per il suo
fiuto potente, ma sagace nel dizionario ci ri-
manda a chi possiede prontezza di mente
e capacità di affrontare le situazioni.
L’olfatto in realtà, oltre ad essere il sen-
so più evocativo, è quello in cui si me-
scolano, in una mirabile alchimia, na-
tura e cultura (visto che l’antropologia
dell’olfatto ci insegna che gli odori non
sono solo nel naso di chi annusa) è anche
il senso cinetico per eccellenza, ovvero quello
che “mette in movimento”, con infinito potere se-
duttivo, e chissà, forse proprio per questa ragione,
quello femminile per antonomasia. Come ha ri-
cordato Rosalia Cavalieri in
Nasus cogitans
.
Divagazioni sull’intelligenza del naso: «benché
l’atto del fiutare ci assimili alle bestie e ci rin-
vii alle nostre origini animali, il nostro naso
pensa, riconosce, categorizza, giudica, crea, parla
e contribuisce ai piaceri dell’esistenza». Lucrezio
però, nel suo
De Rerum Natura
, si occupa della co-
noscenza attraverso i sensi e dedica 230 versi alla
vista, 110 all’udito, 60 versi al gusto, 32 all’olfatto e
soltanto 10 al tatto, creando – di fatto – un podio
in cui l’olfatto guadagna un posto al di fuori della
zona-medaglia.
La ricerca dei filosofi, dall’antichità a Maurice
Merleau-Ponty, si pone il problema della percezio-
ne che oggi però sta diventando completo appan-
naggio delle discipline legate alla neuroscienza. È
quasi certo che nel prossimo decennio si scoprirà
molto di più su come funziona il nostro cervello
anche nei più reconditi e primitivi anfratti, che
sono quelli dell’olfatto. Molecole odoranti, recet-
tori, dendriti e assoni, sinapsi, descriveranno un
percorso dalle vie elettriche e chimiche non più
buie e ciottolose come quelle di oggi. Lo studio
della funzione e della struttura del cervello aprirà
una strada illuminata. Sarà più facile capire, ma si
toglierà spazio a quella magia che ci fa sentire il
“cardamomo” anche quando forse non c’è, ma ci
piace dirlo. Le nuove tecniche di
imaging
cerebra-
le, che i medici conoscono molto meglio dei som-
melier, permetteranno una straordinaria crescita
nel mondo della percezione, ma le scoperte che
verranno daranno risposta a domande che l’in-
canto di un calice di vino non vuole porre.
Sarà una musica da sintetizzatore, e noi… voglia-
mo ancora il pianoforte!
Cyrano de Bergerac
Al Pacino in una scena
di “Profumo di donna”
(foto a lato)
Manuela Cornelii
Arianna Fermani
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