Quarantacinque anni in giro per il mondo non po-
tevo farmi mancare l’Ungheria e l’ho percorsa in
lungo e largo per ben tre volte. A nord est di Bu-
dapest, in prossimità dei confini con Slovacchia e
Ucraina, si estende l’altipiano di origine vulcanica
di Tokaji ed è qui che sono avvenute le mie miglio-
ri esperienze. La nomenclatura si divide spesso
tra Tokaj e Tokaji: la prima riservata al territorio
slovacco e la seconda a quello ungherese. Il nome
significa “palude” e quello magiaro con i suoi 5.000
ettari è il territorio viticolo più antico del paese.
Sottratto dalle legioni di Augusto nel 35 a.c alle
ultime tribù celtiche dei Galli Boi era conosciuto
allora con il nome di Illiricum superior e denomi-
nato poi Pannonia sotto la sovranità di Tiberio.
La storia dei suoi famosi vini supera di gran lunga
quella di molte altre regioni europee. All’arrivo dei
romani i vigneti erano già prosperi, vista l’attitu-
dine delle popolazioni locali di origine slava alla
vitivinicoltura e il successivo incremento portato
dai Celti. Abolita nel 208 d.C. da Probo la legge
di Domiziano promulgata nell’82 d.C. che voleva,
partendo dall’Italia cisalpina, l’espianto di tutti i
vigneti dell’Europa sotto il controllo di Roma,
quello pannonico riprende ad espandersi fino alla
seconda distruzione ad opera di Vandali e Unni.
Ricostruito di nuovo nell’VIII secolo da vari ordi-
ni monastici subirà ancora altri disastri da parte
dei mongoli e di nuovo rigenerato giungerà fino a
noi mantenendo diversi dei suoi vitigni autoctoni.
Nei terreni sabbiosi e argillosi che poggiano su zoc-
colo vulcanico i vitigni bianchi più nobili tutt’oggi
coltivati sono il Furmint, il più importante, e an-
cora il Sάrgamuskotaly, varietà di moscato giallo,
lo Zéta o Oremus, incrocio di Bouvier x Furmint.
Le fitte brume autunnali che dalle escursioni ter-
miche si alzano tra i fiumi Bodrog e Tibisco in-
fluenzano la formazione di
botrytis cinerea
.
La nobile muffa agisce positivamente sulle uve
permettendo la realizzazione di vini dolci passi-
ti di rara eleganza. Sono le uve di Furmint le più
interessate all’attacco botritico per via della sottile
buccia che permette una maggior permeabilità e
disidratazione.
Gualberto Compagnucci
GRANDI VINI MONDIALI
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