ri della Loira, è stato costruito in onore del primo
enologo della Compagnia, il barone Balboa. Nep-
pure le più avanzate tecnologie possono sostituire
la sapienza degli enologi alle cantine Changyu, che
costituiscono la spina dorsale e l’anima dell’azien-
da ed è per questo motivo che ogni anno vengono
organizzati sistematicamente stage formativi, sia in
loco che all’estero, con esperti di fama mondiale.
Tra i vini più apprezzati, lo Chateau Changyu Mo-
ser XV, proviene dalla vallata compresa tra il fiume
Giallo e la montagna di Helan nella regione auto-
noma di Ningxia al confine della Mongolia Interna,
elaborato a base dei due vitigni più celebri e colti-
vati al mondo – il Cabernet Sauvignon e il Merlot.
È stato sviluppato in collaborazione conLenzMoser
della nota dinastia viticola austriaca, che trascorse
diversi anni alle dipendenze del Gruppo Changyu
prima di individuare l’ambiente pedoclimatico più
consono alle sue aspettative nella regione autono-
ma di Ningxia, comparata alla pittoresca Mendoza.
Lo Chateau Changyu-Castel Cabernet Gernischt è
il più ricercato fra i vini dello Shandong a base di
Cabernet Sauvignon, Franc e Gernischt.
Il Cabernet Gernischt è un vitigno rosso coltivato
ampiamente in Cina, in particolare nella provincia
dello Shandong e nella regione di Ningxia, che qua-
si certamente è giunto da Bordeaux verso la fine del
XIX secolo per divenire una delle cultivar di mag-
gior successo nel Paese. Le divergenze di opinioni
sulla sua identità si dividono fra le teorie che lo vo-
gliono discendente da un incrocio fra due varietà,
il cabernet franc e cabernet sauvignon, e quelle che
sostengono che il gernischt sia in realtà il cabernet
Franc. Infine, il profilo del DNA effettuato dal ge-
netista José Vouillamoz, conferma una relazione del
Gernischt sia con il Cabernet Sauvignon che con il
Franc, ma dimostra che in realtà si tratta
del Carmenere. Infatti, le note di
selvatico e gli aromi di peperone
verde che contraddistinguono i
vini estratti dal cabernet gernischt,
confermano la teoria dello studio-
so della genetica; non a caso, gli stessi
tratti organolettici sono riconducibili al
carmenere cileno. Il Cabernet Gernischt è
quasi sempre mescolato con altre varietà
di Cabernet, come nel caso dello “Jia Bei
Lan”, un blend di Cabernet Sauvignon,
Franc e Gernischt, divenuto noto interna-
zionalmente dopo essere stato premiato al Decanter
World Wine Awards nel 2009.
Il 2009 Changyu Golden Valley Ice Wine, Gold
Diamond Label, distribuito con successo nel canale
cinese della ristorazione di fascia alta, è il più delica-
to fra i tre vini di ghiaccio prodotti nello Liaoning
dall’enorme tenuta vitata con la varietà di Vidal, dal
residuo zuccherino di 140 g/L, che rappresenta il
75% della produzione totale di icewine dell’azienda.
Il colosso Changyu produce anche spumanti deri-
vati dalle classiche uve di Chardonnay, Pinot Noir e
Chenin Blanc elaborate con il metodo Champenoise.
Le costruzioni di castelli imponenti in stile neo-
classico attorniati da vigneti sconfinati e da parchi
turistici con l’intento di diffondere la cultura del
vino, che spuntano in ogni dove, sono divenute
fonte di business alquanto fiorente in Cina. Fra le
destinazioni degne di interesse negli immancabili
wine-tour: Chateau Junding, Chateau Huadong-
Parry, Chateau Changyu Reina nella provincia del-
lo Shaanxi, l’immenso Chateau Dynasty a Tianjin
sul modello del Palazzo Reale di Versailles con il
suo World Wine Museum accessibile attraverso
una piramide in cristallo simile a quella del Louvre
e, soprattutto, l’International Wine Industrial Park
a Dalian – il parco industriale fondato sulla coltiva-
zione della vite e la produzione del vino, integrato
da attività di supporto che consentono al turista di
impiegare il proprio tempo visitando castelli, un
museo del vino di Bordeaux, un albergo, una scuo-
la di vino francese e un centro di scambio culturale
del vino franco-cinese – per un investimento da 3
miliardi di Yuan.
Il Beijing Château Laffitte, un hotel di alta classe
con un ristorante cinese e uno francese, accoglie
nei seminterrati un museo dedicato alla cultura del
vino e della birra, percorsi educativi sul rapporto
fra cibo e vino, una cantina e sale da degustazio-
ne per una superficie di oltre mille metri quadrati,
in attesa di avviare una propria produzione di vini
raffinati nel momento in cui anche il popolo cinese
avrà acquisito maggior familiarità con l’universo
enoico e conseguito la cultura necessaria per ap-
prezzare le sfaccettature del ventaglio organolettico
degli estratti della Vitis vinifera.
Il Beijing Château Laffitte.
Changyu AFIP Global Winery,
Beijing (foto a lato).
YUNNAN
XINJIANG
SHANXI
NINGXIA
Xian
Shanghai
Beijing
Zone vinicole
della Cina
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