Sommeliers Magazine Marche n. 40 - page 16

Castagnole (foto a lato)
Millefoglie
Diplomatici
Profiterole
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Con la pasta sfoglia si preparano deliziosi dolci tra-
dizionali: Saint Honoré, Torta Diplomatica, Mille-
foglie; oltre che dolci, sono grassi (panna, uova e
latte), succulenti (fragranza della sfoglia) e aroma-
tici (bagna, cioccolato e spezie), vogliono vini dolci
arricchiti di aromi, morbidezza da polialcoli e
strutturati. Caratteri che troviamo nei vini
attaccati da muffa nobile: Sauternes (Fran-
cia) o un Muffato Italiano.
Profiteroles, Croquenbouche, bignè ripie-
ni di creme varie, di grande succulenza,
aromaticità, speziatura, grassezza, chiama-
no vini dolci molto profumati e ricchi di corpo
come una Malvasia delle Lipari. Con i croccanti
e i torroni, che sono particolarmente dolci, succu-
lenti, strutturati e aromatici, la proposta arriva dal
gelido Canada con un Eiswein, particolarissimo
vino ottenuto da uve ghiacciate.
Girovagando per l’Italia, la tradizione popolare ci
regala una miriade di squisitezze. La Valle d’Ao-
sta propone le “Tegole”, la ricetta originale prevede
mandorle, farina, zucchero e albumi; da assaggiare
assolutamente con un Chambave Muscat passito.
In Piemonte non possiamo rinunciare al “bonèt”,
budino al cioccolato che si nobilita con il rum e
gli amaretti, è da accompagnare con l’Erbaluce di
Caluso passito, una rarità prodotta sulle colline
vercellesi. La Liguria presenta i “Canestrelli”, bi-
scotti friabili e burrosi, dall’inconfondibile aspetto
a forma di piccolo fiore spolverato di zucchero a
velo; lo Sciacchetrà, ottenuto dall’appassimento di
bosco, vermentino e albarola, è il tipico vino dolce
delle Cinque Terre.
In Lombardia troviamo la “Torta Sbrisolona” secca
e friabile, cotta con vino, anice e mandorle; ama
avvicinarsi a un calice di Oltrepò Pavese Moscato.
Il Veneto ci offre il “Macafame” (scacciafame) pre-
parato con mele, uva passa, strutto e pangrattato,
l’abbinamento ideale è con il Recioto di Soave.
Lo “Strudel” del Trentino Alto Adige ha oramai
valicato i confini e ne troviamo infinite versio-
ni; l’originale prevede nel ripieno l’utilizzo di
mele, frutta secca, cannella, chiodi di garofa-
no, pinoli, uvetta, scorza di limone, vaniglia, pane
grattugiato a creare un sapore inconfondibile, l’ab-
binamento perfetto è con un calice di Vino Santo
Trentino ottenuto da uva nosiola lasciata appassi-
re. Il dolce più tradizionale del Friuli Venezia Giu-
lia è la “gubana” dallo sloveno guba (piega), tra gli
ingredienti noci, mandorle, uvetta, pinoli, cedro e
arancia canditi, cannella, noce moscata, limone e
arancia; il Ramandolo, ottenuto dall’uva verduzzo,
è il vino da provarci. L’Emilia Romagna ci presenta
gli “Scroccadenti”, dolcetti secchi a base di man-
dorle, miele, farina e albumi, da gustare insieme
con un calice di Albana di Romagna passito.
Tra i tanti dolci toscani ci piace ricordare il “Buc-
cellato di Lucca”, una pasta lievitata arricchita da
uva passa e semi di anice; in abbinamento tra i
tanti vini toscani vogliamo menzionare una rari-
tà, l’Aleatico passito dell’Elba, eccellente in questa
proposta. Un dolce tipico umbro di novembre è
l’ “Arrocciata”, preparato per festeggiare i santi con
mele, uvetta, noci, mandorle, nocciole, fichi, anice,
cannella, cacao, alchermes ad arricchire la farci-
tura della pasta; gustiamo questo dolce accompa-
gnandolo dal Vino Santo dei Colli del Trasimeno.
La golosità delle Marche è la “Cicerchiata”, palline
di pasta fritte e condite con zucchero caramella-
to, miele e a volte cacao e mandorle, anche questa
regione ci offre particolari vini passiti, dal Verdic-
chio dei Castelli di Jesi all’Offida passerina.
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