Il Vermouth è uno dei simboli della produzione li-
quoristico-enologica italiana e con i suoi oltre 200
anni di storia è tra i prodotti più longevi di sempre
in questo ambito merceologico, è inoltre l’unica
denominazione di origine europea che abbia come
soggetto una città di un milione di abitanti.
La legge italiana definisce Vermouth un prodotto
composto da almeno il 75% di vino, aromatizza-
to con un’infusione alcolica composta da piante
aromatiche, tra le quali deve essere presente ne-
cessariamente l’Artemisia della quale si usano le
punte fiorite ed essiccate e non le foglie che sono
più ricche di sostanze amare.
Per la dolcificazione è permesso zucchero brucia-
to, saccarosio, mosto di uve e mosto di uve con-
centrato. Il grado alcolico e il tenore zuccherino
variano a seconda delle tipologie di prodotto che
sono Bianco, Rosso, Rosé, Dry ed Extra Dry, di cui
le prime tre devono esprimere un grado alcolico
tra i 14,5 e i 22 gradi e un tenore zuccherino mini-
mo del 14%, mentre Dry ed Extra Dry non meno
di 16 e 15 gradi e la dose di zucchero varia da 5%
(Dry) e 3% (Extra Dry). La versione rosé si ottiene
con l’addizione di un vino rosso al prodotto base.
Il Vermouth di Torino dal 22/03/2017 possiede un
suo disciplinare che ne tutela la produzione, esso
definisce le caratteristiche organolettiche del pro-
dotto: colore (Bianco e Rosso), odore (principal-
mente evidenzia la componente aromatica), sapore
(morbido ed equilibrato), titolo alcolometrico volu-
mico effettivo non inferiore a 16% e inferiore a 22%.
Il disciplinare definisce i vari processi produtti-
vi e le specifiche relative, per esempio i prodotti
ammessi per la dolcificazione e la colorazione, la
chiusura delle bottiglie, gli ingredienti.
Inoltre si delimita l’area di produzione alla sola
Regione Piemonte, definisce che le piante di Arte-
misia utilizzate per l’aromatizzazione devono es-
sere coltivate e/o raccolte all’interno della Regione
Piemonte.
DA TORINO NEL MONDO
Mauro e Matteo Carosso
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