Sommeliers 45-2018 - page 28

Nella splendida seicentesca residenza di campagna
“Palazzina Sabatelli” di Sant’Ippolito (Pesaro), do-
menica 11 marzo si è svolto il Biagioli WineFesti-
val 2018. La 7^ edizione si è caratterizzata, al con-
trario delle precedenti, per l’apertura al pubblico.
Cinquanta produttori italiani ed esteri hanno fat-
to assaporare e gustare oltre 350 vini ai numerosi
appassionati ed amanti del buon bere i quali han-
no affollato il salone allestito con cura. Il territorio
italiano era rappresentato da quasi tutte le regioni
e comunque le zone di maggior pregio erano tut-
te presenti. La qualità dei vini non è mai stata in
discussione. L’elevata presenza di diverse tipologie
di vino concentrate tutte in una stessa location
ha permesso di effettuare una degustazione esau-
stiva e di passare in breve tempo: dai profumati
vini altoatesini ai profumi mediterranei dei vini
siciliani, dagli strutturati piemontesi e toscani a
quelli pugliesi, dai freschi friulani e gardenesi ai
sentori decisi campani, dai delicati liguri ai cono-
sciuti ed apprezzati nostrani. Interessante è stato
approcciarsi alla degustazione dei vini della zo-
na franciacorta (Chardonnay, Pino bianco, Pinot
nero) delle Aziende Montedelma-Colline della
Stella Arici-Barone Pizzini ed in contemporanea
assaggiare champagne (Pinot nero e Chardonnay)
delle aziende Henriot-Vadin Plateau ed i crèmant
alsaziani (Pinot nero, Pinot bianco, Chardonnay)
dell’azienda Bott Freres al fine di individuare le
caratteristiche qualitative delle differenti tipologie
produttive ed, eventualmente, le affinità fra i dif-
ferenti terroir. Il raffronto non è da inquadrare in
una competizione ne tantomeno in uno scontro,
come spesso accade, ma in un dialogo aperto capa-
ce di generare maggiore apprendimento.
Un aspetto che ha caratterizzato il Festival è stato
l’estrema propensione al dialogo da parte di tutti
gli addetti: il dialogo, attraverso la degustazione,
ha permesso di percepire la filosofia del produttore
che sostiene ed accompagna la produzione vitivini-
cola dell’azienda. L’invitante dialogo ha fatto sco-
prire particolarità interessanti come ad esempio il
caso della giovane Cantina Bolzano 2001 che con
35 ha distribuiti fra i 230 produttori rappresenta la
fusione di due vecchie cantine Greis e S. Maddale-
na all’insegna “dell’unione fa la forza”. Stessa sorte
per la cantina Toblino di Trento che rappresenta
630 produttori con una superficie vitata di 750 ha.
L’ulteriore approfondimento tecnico ha permesso
di conoscere ad esempio la vinificazione a “lacri-
ma” attuata dall’azienda Costaripa di Moniga del
Garda per la produzione del chiaretto “Rosamara”
(Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera) op-
pure la tecnica di aridocoltura attuata dall’azienda
Fino di Taranto. Nel primo caso si tratta dell’uti-
lizzo del puro fiore attraverso lo “sgrondo statico”
prima della fermentazione ottenendo un mosto
che può essere considerato il cuore dell’acino. Dal
punto di vista tecnico-meccanico viene introdot-
ta una grata all’interno del vaso vinario al fine di
ottenere, appunto, l’effetto dello “sgrondo”. Viene
definito il vino di una notte in quanto sta poche
ore sulle bucce, all’incirca dalle 5 del mattino fino
a mezzogiorno per poi essere travasato in barrique
di legno vecchio. Nel secondo caso si interviene
con la rottura dello strato superficiale del terre-
no. La tecnica agronomica ha lo scopo di ridurre
l’evapotraspirazione e, quindi, di ottimizzare lo
sfruttamento degli apporti idrici naturali. Siamo
in un’area geografica la cui piovosità media è di
circa 400 mm/anno. L’azienda è stata seguita anche
dall’Università neozelandese ed australiana.
Altro caso riguarda l’azienda Palazzone di Orvieto
la quale produce il vino “Bianco Musco”, a preva-
lenza di procanico (con Verdello-Malvasia), attra-
verso un sistema tecnico artigianale che risale agli
anni passati. Per l’azienda il pregio del vino risie-
de nella qualità stessa delle uve. In breve sintesi il
processo produttivo consiste nell’introdurre l’uva
con i raspi in vasi vinari di legno a forma tronco
conica ed aperti per un periodo di 4-5 giorni circa.
Successivamente si travasa il mosto così ottenuto
in botti di castagno e lo si lascia maturare per un
anno. L’affinamento avviene in damigiane di vetro
per 8-9 mesi in grotte di tufo.
LA KERMESSE A PALAZZINA SABATELLI
BIAGIOLI WINEFESTIVAL 2018
Giuseppe Giovannetti
Sommelier
BIAGIOLI di Biagioli
Alessandro & C. s.n.c.
Via G. Gabrielli, 30/A
61032 Fano (PU)
Tel. 0721 803642
Fax 0721 839336
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