Sommeliers 45-2018 - page 21

Il dessert di Escoffier fu creato a Londra in ono-
re della cantante lirica esibitasi più volte a Covent
Garden tra fine ottocento e l’inizio del novecento.
Conoscendo la predilezione di Nellie per le pesche,
i lamponi ed il gelato alla vaniglia il grande cuo-
co ebbe l’occasione di servirgliela nel ristorante
del Carlton Hotel presso cui lavorava; ciò si deve
ovviamente anche alla grande ammirazione che
il maestro nutriva nei confronti della soprano so-
prattutto dopo averla sentita durante l’interpreta-
zione del Lohengrin di Wagner, dove protagonista
era un cigno.
Il dolce servito alla Melba risultò allora essere più
un’opera d’arte rispetto alle successive versioni e
come anche oggi viene interpretato, seppur rara-
mente, in diverse maniere.
La Pêche Melba è un’altra di quelle dolci passioni
del passato che il tempo ha purtroppo quasi di-
menticato e i moderni cuochi, pardon... chef, al-
trimenti si offendono, dovrebbero rispolverare per
non gettare alle ortiche una delle più grandi inter-
pretazioni della pasticceria internazionale.
Scriveva Escoffier nel suo diario:
«Ripensando al maestoso cigno mitico che
apparve nel primo atto del Lohengrin, le feci
servire, al momento opportuno, delle pesche
disposte su di un letto di gelato alla vaniglia,
all’interno di una coppa d’argento incastrata
tra le ali di un superbo cigno scolpito in un
blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di
zucchero filato. L’effetto prodotto fu sorpren-
dente e la signora Melba si mostrò estrema-
mente colpita dalla mia attenzione. La grande
artista, che di recente mi è capitato di rivedere
all’Hôtel Ritz di Parigi, mi ha ricordato la se-
rata delle famose “pesche al cigno”».
Originariamente chiamato “pesche al cigno”,
solo all’inaugurazione successiva dell’Hotel
Carlton fu ribattezzato definitivamente “pe-
sca Melba”.
Auguste Escoffier
Torta Melba
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