Patrizia Zega
Sommelier
Per l’appunto. Impossibile resistere al richiamo di
eventi AIS, specialmente se condotti dal Maestro.
Presso l’accogliente location di Filotea, la delega-
zione di Ancona ha organizzato due serate di de-
gustazione di grandi vini ed approfondimento di-
dattico di altissimo livello.
Protagonisti, il 29 marzo, tre veri e propri gigan-
ti dell’enologia: Tokaji Aszù Disnoko 6 Puttonyos
2002, Sauternes Chateau Suduiraut 2010 Premier
CRU classeé en 1855 e Marco De Bartoli Vecchio
Samperi. Attraverso le varie combinazioni con il
miele di melata di ape nera sicula e i formaggi che
accompagnavano la degustazione (gorgonzola pic-
cante, roquefort e Parmigiano Reggiano 50 mesi),
i numerosissimi partecipanti hanno apprezzato
del Tokaji il perfetto equilibrio tra dolcezza e fre-
schezza, tutto giocato nelle percezioni di miele e
albicocca, preciso sul miele ma capace di dominare
financo il gorgonzola.
Con un bellissimo color topazio,
molto luminoso, il Sauternes ha col-
pito il naso con profumi diversi, fini e
delicati, di frutta esotica e di vaniglia
ma soprattutto di fumé; molto mor-
bido al gusto, ha trovato il connubio
ottimale proprio con il gorgonzola.
Vecchio Samperi di De Bortoli è un
vino che porta con sé la tradizione
del Marsala prima dell’arrivo degli
Inglesi; evoca tutta la forza di una
terra che affonda le sue radici nel
passato ma che, al contempo, è ri-
volta al futuro. Se ne è compresa
immediatamente la complessità dal
colore ambrato con nuances rame,
dalla straordinaria consistenza, dalla
complessità gusto-olfattiva spaziante
dal miele al tabacco, al tamarindo, fi-
no alla delicatezza del caramello, di
fine armonia e sorprendente freschezza; il miele è
risultato perfetto, anche in unione a pane e parmi-
giano (ma certamente da provare, come suggerito
dal relatore, con cassata siciliana!).
La seconda serata, il 17 maggio, ha invece visto co-
me protagonista il Riesling, in alcune delle sue nu-
merose declinazioni geografiche: Greywacke 2015
nuova Zelanda, Brundlmayer Riesling Zobinger
Heiligenstein 2013 Austria, Engel Riesling Grand
Cru Mandelberg 2013 Alsazia-Francia; Dr. Loosen
Urziger Wurzgarten GG 2016 Mosella-Germania,
J.J. Prum Auslese 2007 Mosella-Germania.
Un itinerario esperienziale orientato verso le “par-
ti estreme” del mondo, molto favorevoli a questo
vino: dal Riesling del terreno vulcanico neozelan-
dese dal tipico sentore pseudo-minerale, fresco,
ben sapido, all’austriaco, assai diverso per le sue
note agrumate e di pomacea, ma altrettanto fresco.
Passando in Francia al grido di “verde!”, il vino ha
colpito per il profumo netto di “fiore amaro” (qual-
cuno ha sommessamente suggerito “pitosforo”),
ma anche per aromi di frutta, sostenuti da morbi-
dezza, intensità e persistenza.
Pur se omogenei per provenienza, i due tedeschi
invece si sono presentati con connotazioni alquan-
to diverse: il primo, da vendemmia tardiva, molto
floreale e fruttato con tendenza amaricante, con
un atteso residuo zuccherino; con i tipici sentori
di idrocarburi il secondo, da vendemmia scelta,
al massimo della riconoscibilità grazie ai lieviti
autoctoni che, interagendo con i monoterpeni, re-
stituiscono l’inconfondibile sensazione “gessosa”.
Molto chiara, quindi, la differenza tra il Riesling
della Mosella e quello alsaziano, didatticamente
veicolata con efficace ed esaustiva sintesi. Un plau-
so, quindi, ad AIS Ancona e al grande, grandissi-
mo sempre, Gualberto “Gualby” Compagnucci!
DUE INCONTRI CON GUALBERTO COMPAGNUCCI
IRRESISTIBILMENTE
27