Sommeliers Marche Magazine 49 - page 19

Dovremmo cercare allora di ridurre al minimo ta-
le catastrofe nel cercare di recuperare almeno l’ac-
qua dei ghiacciai e degli iceberg che si perdono in
mare e poterla veicolare nelle parti del mondo più
aride per portare conforto alla natura e soprattutto
agli esseri umani.
Che fare allora? Due scienziati francesi stanno stu-
diando la possibilità di catturare almeno gli Ice-
berg e imbragarli, poi con potenti rimorchiatori
trainarli ovviamente con un lungo percorso verso
le Canarie e coste nord africane occidentali. Sem-
brerebbe un’impresa quasi impossibile ma… in re-
altà già da anni tale operazione la si fa trasportan-
do con lo stesso sistema gli iceberg che scendono
dalla baia di Baffin verso la cittadina canadese di
Saint John in Labrador.
Gli stessi pescatori in crisi con la cattura dei mer-
luzzi si prodigano a tanto ormai da tempo. Qui
poi, in appositi opifici, vengono trivellati al cuore
e si estrae l’acqua dolce contenutavi, evitando gli
strati esterni che sono rimasti a contatto con l’ac-
qua di mare e l’aria. Nasce quindi l’Iceberg Water,
che viene imbottigliata e messa in commercio e la
sua purezza è dieci volte superiore a qualsiasi altra
buona acqua minerale, considerando l’età pluri-
millenaria. Però anche il prezzo al pubblico, per
lo meno al momento, è quasi dieci volte superiore
alle altre acque perché considerato un prodotto
di nicchia. Con questa vengono addirittura re-
alizzati distillati come Rhum, Vodka, Gin dallo
straordinario gusto vellutato che potete vedere
in foto e che nello specifico fanno bella mostra nel
mio Bar personale. La compagnia distributrice per
l’Europa, sia dell’acqua che dei distillati, è olande-
se e questa da quasi un decennio li commercializza
anche in Italia; in un precedente articolo ne parlai
diffusamente.
Certo è che il problema più grande sia quello dello
scioglimento degli iceberg durante il trasporto, vi-
ste le distanze fino alle coste settentrionali dell’A-
frica ma… sembra che i due terzi della massa di
questi possono giungere a destinazione quasi in-
tatti e un terzo si perderà durante il viaggio. Del
resto sappiamo che ciò che affiora dall’acqua, co-
me si dice, è solo la punta dell’iceberg ed alcuni di
questi pesano addirittura centinaia di migliaia di
tonnellate; dovranno comunque tenere in conside-
razione il navigare lungo il corso delle correnti più
fredde per raggiungere al meglio il risultato. Sicu-
ramente ciò porterebbe grandi benefici alla parte
più arida del continente nero, ovviamente però ad
un prezzo molto più abbordabile altrimenti sareb-
be una chimera.
Pensate poi, come ho provato io, all’emozione di
bere un’acqua totalmente incontaminata che risale
a migliaia di anni fa, quando la terra era totalmen-
te vergine e il Neanderthal forse non era ancora
nato. Ma ripeto che il problema non sia certamen-
te quello edonistico o snobistico di bere un’acqua
fuori dal comune e ci mancherebbe, ma di rendere
un servizio non di poco valore all’umanità soffe-
rente recuperando e distribuendo il bene più pre-
zioso per la sopravvivenza. Sicuramente questa è
una situazione estrema, quindi... a mali estremi
estremi rimedi.
Cacciatori di iceberg
nella baia di Baffin
Settembre 1984
Settembre 2016
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