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Dall’Olanda la sua fama è volata in Inghilterra, ma
le radici affondano in Italia: fu a Salerno che i mo-
naci cominciarono a sperimentare le proprietà be-
nefiche del ginepro. Dall’aromatizzazione dell’alcol
con le bacche è nata una bevanda spiritosa, il gin.
Nel mercato degli spirits s’è conquistato il suo spa-
zio, tra le trecento e più etichette italiane ci sono
anche le Marche.
L’ultimo nato si chiama
Travertino
, come la pietra
di cui Ascoli Piceno è fatta. Luca ha sempre fat-
to lo chef, ora è un alchimista che distilla. Il tan-
to tempo libero che il
lockdown
gli ha concesso fu
una tempesta perfetta per mettere in pratica l’idea
che da anni aveva in testa. Coltiva rabarbaro, eli-
criso, lavanda, menta, nepetella, finocchio selvati-
co e non solo. Presto spunterà anche il giaggiolo
e una coltivazione sperimentale di rose. Il ginepro
lo raccoglie in montagna, ha un accordo col Par-
co Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La zona di raccolta gli regala un blend di bacche
di ginepro unico: oltre a quello comune, lassù, a
1000m., cresce pure il Coccolone, tipico della mac-
chia mediterranea, che, col suo sapore agruma-
to, caratterizza questo London dry. L’alambic-
co porta il nome del trisnonno, Peppe. Poi c’è
Peppino, più piccolo, per gli esperimenti. La
famiglia di Luca fino ai primi del ‘900 è stata in
mezzadria con la Chiesa. Era il 1870 quando Peppe
litiga di brutto con il parroco. La domenica si pre-
senta a Messa con l’archibugio, tenta di sparargli.
Qualcosa si inceppa, il prete fugge e i compaesa-
ni, che pure loro non è che lo amassero poi tanto
questo parroco, gridano: “Ngricca Pe’, rengricca!”.
Da quel giorno la casata è conosciuta così, Ngricca,
come il nome dato alla distilleria.
Dall’ascolano saliamo verso nord, a Pesaro. Anche
Dama Magic Gin
è figlio del
lockdown
. Alessandro
è un bartender. Dal 2008, insieme con Roberto, ge-
stisce un cocktail bar in città. Il suo
distilled
è entra-
to in commercio nel dicembre 2020. Cercava bota-
niche diverse dalle solite, ha studiato libri di piante
officinali e la
Clitoria ternatea
, conosciuta come
Butterfly pea flower
, lo ha subito stregato. Proviene
dalla Thailandia, ha proprietà rilassanti e antide-
pressive, dona morbidezza. Il pigmento del fiore è
blu; un gin naturalmente colorato dunque, ma che,
se miscelato con prosecco, acqua tonica, lime o li-
mone, diventa viola. “Poco è meglio”, pensa Ales-
sandro. Così, al ginepro e al fiore della pianta del
pisello ha aggiunto una botanica soltanto: il pepe
di Sichuan, raccolto a mano sull’Everest, capace di
donare al gin un profilo aromatico completo.
Benedetta Luciani
Giornalista
DIVERSI, MA ACCOMUNATI DALLO STESSO “SPIRITO”
delle Marche
i
GIN