Ad omaggiare il “monte dei corbezzoli” con un
compound gin c’è poi un ragazzo numanese, Lo-
ris. Per lui, barman e cameriere, l’avventura con
Gin del Conero
è cominciata nel marzo 2020. Di
ginepro rosso su quella montagna ne cresce ecco-
me, a differenza del blu, che, invece, Loris prende
ad Acqualagna. A dare la spinta di sapore è il pri-
mo: lo raccoglie in varie fasi di maturazione, co-
sicché i sentori ne escono accentuati. Le botaniche
impiegate sono quattordici in tutto; c’è anche il
corbezzolo, il
κόμαρος
da cui il promontorio pren-
de il nome. Non è particolarmente caratterizzante:
dona sì del tannino ma non note aromatiche, ep-
pure era necessario ci fosse, a rimarcare la terri-
torialità. Loris inoltre sta facendo delle prove per
uscire con un nuovo distillato; forse lo chiamerà
Conero Dry Gin: sarà un London dry a tutti gli ef-
fetti, ma con alcol di cereali biologici italiani, la sua
miscela di ginepri e il pino mediterraneo.
Dal Conero ci spostiamo sui Sibillini, a Fiastra.
Andrea, Marco e Matteo si conoscono fin da bam-
bini, da amici diventano soci. Ad unirli la passione
per gli spirits e l’enogastronomia in generale. Dei
tre l’alchimista è Matteo, a casa aveva un alam-
bicco e da quello, dopo trentacinque prove, hanno
ottenuto quello che desideravano: un gin che rac-
chiudesse l’essenza del Parco Nazionale dei Monti
Sibillini. Assenzio e melissa li coltivano loro; gi-
nepro, aneto, coriandolo e radici di angelica pro-
vengono da Castelluccio e dintorni. Il tocco di dol-
cezza lo infonde la mela rosa dei Sibillini, presidio
Slow Food. Il loro
distilled gin
porta il nome della
vetta più alta della catena montuosa,
Vettore
.
Dai monti al mare, quello di Porto San Giorgio.
Qui, nel 2018, quattro amici hanno ideato
Gin
Garby
. Guido, Carlo, Cristiano e Michele sono
stati studenti fuori sede, rientrati nelle Marche
hanno voluto creare qualcosa che le valorizzasse,
che le facesse conoscere oltre i confini. Garby,
versione esterofila del termine dialettale gar-
bì, è un vento: il libeccio. Nel loro
London
dry
, i profumi, quelli dei monti e quelli del
mare, non mancano: c’è la mela rosa, c’è
la pesca della Valdaso e ci sono, tra le altre
cose, rosmarino, salvia e finocchietto selvati-
co, tipici della macchia mediterranea.
Ad Apecchio incontriamo Giuseppe
Collesi
.
Al trionfo della grappa si è aggiunto, nel 2016,
quello del gin: il suo è tra i più premiati al
mondo. Nelle etichette ha voluto rappresentare lo
stemma di famiglia: la torre del borgo attorniata da
tre stelle. Di gin ne produce sei. C’è il
tradizionale
,
con sole bacche di ginepro. C’è il
pink
, con frago-
le e ginepro. Ci sono quelli con i luppoli: il
saaz
e
l’
amarillo
. C’è quello fatto con ginepro, visciola,
mallo di noce, luppolo, rosa selvatica, scorze di
arancio e di limone; quest’ultimo anche nella ver-
sione barricata. Minimo comun denominatore la
qualità dell’acqua: solo quella purissima del mon-
te Nerone. Giuseppe, di recente, ha anche stretto
un accordo con la Red Bull, così ha ideato
Street
Art Gin by Collesi
; la gin box, con quattro
organics
,
sarà venduta principalmente negli hotel.
Il nostro viaggio termina nel maceratese, a due
passi dall’Acquisgrana del Chienti. Nel 2011 Lo-
renzo, da Corridonia, casa sua, se n’è andato a
Londra, dove è rimasto sei anni a fare il bartender.
Nel 2018 è tornato, col suo bagaglio di conoscenze
ed ha creato la sua ricetta: 18 erbe racchiuse in un
barattolo da cui escono i profumi più significativi
delle Marche, quelli del mare, della collina e della
montagna. Quel barattolo lo porta a Lanciano, per
la distillazione. Da ciascun barattolo si ottengono
due bottiglie di distillato. Si chiama
Gin Scrip-
torium
, in omaggio ai monaci, grazie ai quali la
distillazione, nel tempo, ha fatto passi da gigante.
Del suo orto botanico ne va fiero, d’estate sarà un
vero e proprio punto degustazione, magari dopo
un tour all’Abbazia di San Claudio. Ha la forma di
una raggiera con, al centro, tre piante di ulivo di
cui utilizza le foglie. A dare un tocco di colore c’è
la lavanda, che nel gin comunque non rientra. Qua
e là piante di origano, verbena, timo limone, mag-
giorana, rosmarino verbenone, tiglio ed elicriso.
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