Sommeliers Marche Magazine 56 - page 22

SPESSO CE LO CHIEDIAMO
CHE LEGNO FA?
Luca Luciani
Sommelier
Da sempre ci chiediamo se un vino faccia legno o
no, primo o secondo passaggio e che dimensione
abbia la botte. Sempre meno però ci si chiede da
dove venga quel legno, come venga fatto e che rela-
zioni poi abbia tutto ciò con il vino.
Partendo da principio i contenitori di legno veni-
vano tradizionalmente usati nel transporto in ma-
re per le merci. Erodoto menziona il trasporto di
vino armeno in Babilonia, il popolo dei celti allar-
ga l’uso del legno per il trasporto di merci su larga
scala e nel 50 a.C. Giulio Cesare incontra barili per
il trasporto di vino in Gallia.
Il termine latino “cupa” veniva riferito a contenito-
ri di stoccaggio in legno poi in seguito alle botti di
vino; ritrovamenti sono stati fatti a Pompei di do-
ghe e cosi in Gran Bretagna come sul Danubio per
la maggior parte di abete bianco.
Andando nello specifico il legno coinvolto al gior-
no d’oggi per la costruzione di botti è di acacia, ci-
presso, castagno, frassino, sequoia e pino. Il casta-
gno ad esempio è usato nel Rodano, nel Beaujolais,
ma anche in Italia; questo tipo di legno è però spes-
so rivestito di paraffina o silicone poiché estrema-
mente poroso offrendo tannini molto forti al vino.
Quello che più spesso è usato in realtà per la pro-
duzione di botti è legno di quercia: elastico, resi-
stente, facile da lavorare e a tenuta stagna.
La quercia nel mondo botanico viene divisa in due
famiglie, la quercia rossa e la quercia bianca, l’u-
nica utilizzata per lo stoccaggio del vi-
no. Quest’ultima si poi divide in tre
specie: la Quercus Alba americana,
Quercus Petraea e Quercus Robur,
entrambe europee.
Partendo dall’America le zo-
ne di produzione più rilevanti le
possiamo trovare nel Minneso-
ta, Wisconsin, le migliori per la
produzione di legna per il vino, co-
me Iowa, Arkansas e Missouri. Una
produzione che oscilla fra i 150.000 e i 200.000
pezzi l’anno. Il legno americano rispetto a quel-
lo europeo è più poroso poiché la maglia della sua
struttura rimane più ampia, dovuta alla veloce cre-
scita relazionata alla quercia europea.
Nel mercatonon solo zone come la California, per
il suo ricco e potente Cabernet, usa questa tipolo-
gia di legno, ma anche la Spagna per i suoi Rioja e
l’Australia per il Shiraz. Le zone di produzione in
Europa invece si legano alla Francia in primis, che
immette ogni anno circa 500.000 barili nel mer-
cato con le sue sottozone di spicco come quelle di
Limousin, Allier, Troncais, Nevers, Bourgogne e
Vosges. Altre zone di produzione europee sono la
Slovenia, Bosnia, Serbia e Portogallo. Il legno come
quello sloveno, il quale risulta un po’ più “duro”
nel risultato, viene impiegato ad esempio in Italia
per vitigni come Sangiovese e Nebbiolo, vitigni di
grande struttura.
Andando a vedere come vengono costruite le bot-
ti dobbiamo necessariamente dividere il proces-
so in sei passaggi. Il legno viene levigato e tagliato
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